Il maggiore comperò qualche provvigioni, poi salirono alla fortezza.
—I vostri canarini van bene? domandò Fuina, indicando con quella parola i galeotti.
—Si bezzicano di tanto in tanto. Milord sarebbe per caso uno scienziato che coltiva questa parte dell'istoria naturale?
—Un poco, rispose d'Altamura.
—Milord, non sarebbe per avventura un emissario di lord Palmerston che viene qui per fare un rapporto in segreto?
—E se ciò fosse? mi mettereste alla porta? domandò il conte.
—Per chi mi prendete voi dunque, milord? Venendo col mio amico, il commissario Fuina, voi dovete conoscere i regolamenti della casa. L'è un affare di tariffa un pochino più caro per le mercanzie straniere. Ma altresì, se voi pagate un maggior prezzo, voi vedrete le cose più segrete e curiose, che noi riserbiamo per gli amatori di filantropia stranieri.
Arrivarono, così cicalando, alla porta esterna della fortezza. Una donna la traversava al punto stesso,—una monaca di casa, tutta in lagrime, in disordine, singhiozzando e torcendosi le braccia per disperazione.
Era Concettella, ora suor Crocifissa, al servizio di Don Diego Spani, e sua ganza.
Ecco ciò che era succeduto.