Infine Concettella fece uno sforzo, allungò la mano e porse un inviluppo.
Gabriele non si mosse, non lo prese. Concettella lasciollo cadere. Poi si appoggiò al cancello, cascò sur un banco ed i singhiozzi si precipitarono. Gabriele s'intenerì, afferrò il fardellino, lo baciò, stese la mano e gridò:
—No, non è vero. M'inganno io, Concettella? Si porta contro di te una terribile accusa. Quel Filippo lì ha dichiarato innanzi a tutti costoro che tu mi tradisci, che tu hai un damo, che tu sei la concubina di un prete, che chiamasi Don Diego Spani, che tu hai fatto questo, che tu hai fatto quello, e patatì e patatà. No, non è così, Concettella? No, ciò non è vero, hanno mentito, ed io vado a scannare quel Filippo lì che ti ha calunniata.
Concettella non rispose. Il suo singhiozzo raddoppiò.
—Ma parla dunque, riprese Gabriele; getta dunque, in faccia di quell'uomo la tua giustifica. Non si serba il silenzio innanzi ad un'accusa simile, non si sprezzano quelle contaminazioni lì! Tu devi comprendere alla fin fine che tutto codesto mi mette il cuore a brani. Non torturarmi dunque così. Perchè ne ameresti tu un altro? Il mio amore non è forse grande come il mondo? Esso non ti era bastato fin qui; perchè non ti basterebbe ancora? Cos'è dunque codesto prete che ti ammalierebbe adesso? Un prete? bah! codesto prega, ma non ama. D'altronde, non ho io la tua promessa? No, tu non l'hai violata. Quando si ha sofferto ciò che tu hai sofferto; quando si è passato per le prove che tu hai traversate…. non ci è modo di più separarsi: noi siamo incatenati dalla sventura. Di' dunque cotesto a quei signori che aspettano la tua risposta. Hai tu paura di parlare? Non temer nulla: non ti chiameranno una sfrontata; tu ti difendi, tu racconti come le cose sono avvenute. La Santa Vergine anch'ella si difese, quando San Giuseppe l'accusò. Del resto, io non ho bisogno che di una parola sola da te. Non voglio la tua giustifica; io ti credo sur un semplice no che tu pronunzi. Di' dunque, Concettella amatissima mia, di' alla presenza di questi signori che ti hanno calunniata.
Concettella continuò a tacere ed a singhiozzare. Gabriele la guardava istupidito e turbato. Aveva freddo, si dimenava, si afferrava al cancello.
—Ma insomma, ma insomma, riprese lo sventurato, una parola è dunque così difficile a dire? Tu non ti rendi dunque conto che quel silenzio sarà interpretato come una confessione? Una confessione! sangue della madonna del Carmine! una confessione? Ma ancora uno si difende. Vi sono delle circostanze attenuanti; vi sono delle ragioni, delle scuse, delle menzogne, che so io? Si dice a tutto andare una qualche cosa. Tu piangi. Piangi? tu ti penti dunque? tu hai dunque dei rimorsi? Dei rimorsi di che? Ma parla, parla. Tu lo vedi, questo doppio cancello che ci separa: di che temi tu? Esso ti protegge, questo cancello; io non ti ucciderò; io non ho neppure un'arma. Oh! abbi pietà di me! non lasciarmi soffrire così. Uno ragiona seco stesso; quando ha ricevuto il colpo, si rassegna, si uccide, discute, disputa, dice addio o si raccomoda…. che so io? si fa qualche cosa infine, si prende un partito. Ma davanti al dubbio? ma in presenza di quel silenzio?… non vi è che a sbranarsi il cuore, ecco tutto. Vuoi tu parlare, alla fine? vuoi tu spiegarti? Tu finirai col farmi mettere in collera. Tu lo vedi, io sono calmo. Non ho nulla contro di te. Gli è Filippo, che ti ha calunniata, che pagherà tutto. Non ti ha desso calunniata?
—Ebbene, sì, gli è vero, gridò Concettella, cadendo a ginocchio innanzi al cancello e sollevando le sue mani congiunte per implorar misericordia.
Gabriele aggrappò quelle mani ne' suoi artigli a traverso i ferri.
—Gli è vero? tu dici? gli è vero? urlò desso. Comprendi tu dunque ciò che vuoi dire? Gli è vero? tu mi hai dunque tradito? Quel prete è il tuo ganzo? Tu non sei più l'innocente giovane che mi disse nella prigione della Vicaria: a te per tutta la vita! Gli è vero? che irrisione! Si potrebbe ciò? Non vi è dunque più onore, più fede, più virtù nel mondo? Ed un prete ancora! No, no. Tu non hai giammai avuto molta mente; tu non afferri l'importanza di quel: «gli è vero!» Ma insomma come è ciò avvenuto? Io perdo la testa. Tu non mi ami dunque più? Si cangia dunque di cuore così? No, io non posso trovarmi nel medesimo cuore con quel prete, lo mangerei colla mia sola presenza. Se tu sei sua, tu l'ami allora? Ma come hai fatto tu per amarlo? Ma spiegatemi almeno codesto, voi altri. Non vedete che quella donna è idiota?