—Lo lasceremo tranquillo allora?
—Ora, che uno dei nostri agenti travestiti dia questa lettera ad un commissionario per ricapitarla al suo indirizzo.
Il marchese di Sora prese un foglio di carta e vi scrisse qualche parola in cifre. Poi piegò la lettera in un certo modo, la suggellò senza alcuno stemma e la rimise al prefetto.
—Scusi, Eccellenza, e l'indirizzo?
—Ah! sì, sclamò il marchese. Scrivete.
Il prefetto prese la penna, il marchese dettò:
—Al signor Antonio, mercante di tabacco, Piazza della Carità.
—È fatto. Ora Vostra Eccellenza vuole ella il rapporto della giornata?
—Me lo comunicherete stasera nel mio palco a S. Carlo. Nulla di urgente?
—-No, Eccellenza. Il rapporto del n. 7.