Il signor Petruccelli della Gattina fa seguire dunque questi racconti da considerazioni politiche, ove la nuova trasformazione si accenna ed i nuovi destini sʼindicano. E questa è forse la parte la più importante del presente volume—non per le donne, no; ma per gli uomini, i quali, in paese libero, nella marea della storia contemporanea—che non si localizza ma agita tutta lʼEuropa e si frange su tutti i punti dellʼorizzonte,—desiderano approfondare la missione delle nazioni e seguirne dello sguardo lʼorbita fatale.

Sarebbe stato forse giovevole che lʼautore avesse fatto per lʼItalia ciò che ha fatto per la razza slava: una ricostruzione storica limpidissima, a grandi tratti, ed una specie di foglio di via dellʼavvenire. Ma lʼautore tratta lʼItalia leggermente. Si direbbe chʼegli la paghi della sua moneta; perocchè glʼitaliani non apprezzano delle opere e nelle opere di lui che la parte frivola, lo stile vivo e scorrevole, ed alcuno non va al fondo. Eppure un fondo nuovo, originale, che penetra fino alle fibre rudimentali della vita, vi è, e nella Storia diplomatica dei Conclavi, e nelle Memorie di Giuda, cui un giornale tedesco chiamava il libro più audace del secolo.

Milano, ottobre 1871.


MAURIZIO ZAPOLYI


MAURIZIO ZAPOLYI

I.