— È troppo brutta, disse il giovincello al gran sacerdote, non la voglio.

— Ma allora, ragazzo mio, con che cosa ti batterai?

— Con questo, rispose Gad, tirando di sotto la sua tunica una specie di coltellaccio, un lungo pugnale, fino a tanto che io mi abbia conquistato delle armi che mi vadano a genio.

L'occasione non si fece aspettare.

Mattatia morì poco stante. Giuda gli succedette, e il suo primo scontro con Apollonius, generale dei Samaritani, ebbe luogo. L'esercito nemico fu battuto. Apollonius ed alcuni dei suoi luogotenenti cercarono di arrestare gli Ebrei, ma Giuda Maccabeo e Gad si gettarono sopra di loro come due leoni e li uccisero[5]. Gad prese le armi bellissime d'uno dei capi dell'esercito di Apollonius, che sono sempre state di poi le armi dei miei antenati, e sono tutt'ora le mie.

Da quell'istante, in tutti i campi di battaglia, Gad si trovò alla diritta di Giuda. Egli era con lui allorchè Saron e ottocento dei suoi furono uccisi a Bethoron: quando Gorgias fu sconfitto a Emmaus, ed in seguito fino ad Ashdod, a Jenina e nelle pianure dell'Idumea. Egli era con lui quando Lisias fu battuto a Bethsur, ed ebbe cinque mila uomini uccisi. Gad accompagnò Giuda a Gerusalemme, che fu restituita al culto di Jehovah ed al popolo ebreo. Gad partecipò poscia a tutte le gesta, a tutte le glorie dei figli di Mattatia. Con Giuda egli concorse a domare i discendenti di Esaù, gl'Idumei, a Acrabattene, poi gli Ammoniti, di cui prese e distrusse la città di Jazer, e di cui condusse prigionieri i figli e le donne. Con Simone Maccabeo, Gad prese Tiro e Tolemaide. Aiutò Giuda e suo fratello Gionata a distruggere il paese di Gilead, e percorse il deserto, spianando le città di Bosar, Malle, Casphore, uccidendo tutti, aggiungendo all'orrore del deserto della natura, l'orrore del deserto dell'uomo[6].

Timoteo, il comandante degli Ammoniti e degli Arabi, soccombette, come tutti i generali dei re Siriaci; giacchè Naim ed il suo tempio furono distrutti: tutto fu ucciso. A Ephon i maschi soli furono ammazzati; dopo di che, si ritornò a Gerusalemme cantando salmi! Se a Dio piace lo sterminio, doveva essere ben contento.

Ora si trattava di prendere la cittadella di Gerusalemme ancora in mano dei partigiani di Antioco, che era morto in allora nell'età di cento quarantanove anni, lasciando la corona ad Antioco Eupator, suo giovane figlio. Gli assediati domandarono aiuto al nuovo re. Antioco partì da Antiochia con un esercito di circa 100,000 fanti, 20,000 cavalli e 32 elefanti. Giuda gli venne incontro e si fermò a Batzachaviah, ove si impegnò la battaglia.

Gad era con Eleazar, fratello di Giuda, allorchè, vedendo un magnifico elefante, che egli credette portasse il re, si cacciò sotto il suo ventre e lo uccise. Eleazar ne restò schiacciato. Gad potè salvarsi, e seguì Giuda nella sua ritirata verso Gerusalemme, poichè il numero dei nemici l'aveva spaventato.

Antioco assediò Gerusalemme. Giuda sostenne l'assedio con grande valore e costanza. La fame, — tutto il paese era distrutto ed incolto a causa dell'anno sabatico, — obbligò ben presto Antioco a levar l'assedio ed a ritirarsi, tanto più che le faccende del suo regno lo richiamavano ad Antiochia. Egli fu poi vinto ed ucciso da Demetrius figlio di Seleucus, che s'impadronì del regno, ed inviò Bacchides per abbattere la potenza dei Maccabei.