— Per altro, credo che la Giudea ebbe un re che suonava l'arpa.
— Per lo appunto. Ma perchè prima d'esser re era stato capraio. Quanto a me, io non conosco che una sola musica: il bacio; e mi vi tengo, fino a quando non potrò regalarmi di quelle canzoni che un re di Siracusa si faceva cantare da dei virtuosi chiusi nel ventre d'un toro di rame arroventato.
— Non contesto punto il gusto del tiranno di Siracusa, replicò Claudia ridendo: aveva del buono sicuramente. Ma non ammetto la musica del bacio. Un bacio l'è un cuac!
— Sarei tentato di provarti il contrario, mi sclamai io.
— Come! e la donna dalla faccia di pentola?
— Non è là che sta il pericolo, dissi sospirando.
— Ci sarebbe dunque una retroguardia? interrogò Claudia.
— Credo che ben presto la formerà tutto l'esercito.
— Davvero! Raccontami come sta questa faccenda.
— Non si raccontano i sogni. Raccontandoli perdono la doratura e non resta che il rame.