— Ida, sei sola, e ricca, continuai.

— T'inganni, interruppe Ida con un ghigno di disprezzo, sono povera. Puoi andartene ora, mi pare, dopo una simile spiegazione.

— Tanto meglio, risposi. V'è una ricchezza che macchia. Ma dov'è tuo padre? Ov'è tua madre? Ov'è tuo marito? Sono tutti morti per te, o io m'inganno sul loro carattere. A chi dunque indirizzarmi per dire ciò che tu rifiuti d'udire?

— Ma infine, gridò Ida incollerita, chi sei tu? Cosa vuoi?

— Chi io mi sia, Moab te lo dirà, tutta Gerusalemme potrà ripetertelo. Ciò che io voglio, non oso dirtelo.

— E fai bene perchè io non voglio nulla sapere, e nulla intendere.

— Sei tu libera, Ida?

— Che t'importa ciò?

— Io debbo dunque soffocare nel mio cuore il grido che mi dice: questa giovinetta sì rudemente provata dalla sventura, è il tuo destino!

Ida alzò le spalle sdegnosamente, e si ricoricò. Io continuai.