— Lo siete voi dunque? Ecco ancora la questione. Ma dite, dite, Sadducei, Farisei, Erodiani, Antiochiani, siete voi d'accordo con quei risanatori (terapeuti) e con quegli Esseniani, che hanno libri, dottrine, dogmi, misteri, una cabala propria che comunicano ai soli adepti secondo il grado d'iniziativa? Odiate voi pure la guerra e la servitù? adorate voi Dio nell'anima, e non con dei sacrifizii? praticate voi la comunità dei beni, la castità, il ritiro, la cura degli afflitti del corpo e dello spirito, studiando le virtù delle piante, delle terre, dei minerali, delle forze della creazione? istruite voi, vestite voi, nutrite voi dei fanciulli? proclamate voi l'immortalità dell'anima? inviate voi le vostre offerte al Tempio senza andarci voi stessi?

— Tutto ciò è nelle nostre dottrine.

— Sì, so bene che il vostro Hillel ha detto: Amate la pace, amate gli uomini, amate lo studio della legge; ma le vostre dottrine hanno esse come l'essenianismo la triplice base dell'amore di Dio, l'amore dell'uomo, l'amore della virtù? L'uomo è desso anche per voi sotto l'assoluto dominio di Dio? Credete voi la preghiera più necessaria che il sacrifizio, il combattimento ed il giuramento inutili? Ditemi, siete voi dunque tutti d'accordo come credenti e come cittadini? avete voi dunque abbandonato codesti principii che costituivano fino ad ora le vostre dissidenze? formate voi un solo corpo per respingere da voi una dottrina, che non accetta tutte le vostre, e giudicare l'uomo che l'insegna, come si giudicherebbe un traditore verso Dio e verso la natura?

— Rabbì, ancora una volta, non spostare l'accusa che noi portiamo contro te. Tu hai professato, puoi professare ancora le dottrine che meglio ti piacciono; nessuno ti metterà ostacolo. Ma tutto ci ordina di falciare dalla radice la pullulazione di nuovi dii. Le differenze che ci dividono, non colpiscono il cuore della legge. Te l'ho già detto: qualche grado di zelo più o meno nelle pratiche del culto, dei rigori di principii, alcuni cangiamenti di forma, un soffio di vita nuova ispirata qui da Zoroastro, là da Pitagora, altrove da Zenone; una rassegnazione al dominio straniero più o meno paziente, la dottrina della vita oltre la tomba.... tutto ciò non cangia per nulla l'unità del popolo di Dio, la cui missione è sempre stata la ricostituzione dell'unità umana. Tu invece vuoi separarci.

— Sì, lo voglio.

— Lo confessi. Infatti, noi sappiamo che tu hai detto ai tuoi discepoli: «Se alcuno non vi riceve o non ascolta le vostre parole, scuotete la polvere dai vostri piedi, partendo da quella casa o da quella città, ed io vi assicuro che saranno trattate con più severità che gli abitanti di Sodoma e Gomorra. Poichè, non crediate che io sia venuto a portar la pace sulla terra. Io sono venuto a portar la spada, a metter il fuoco sulla terra: ed il mio desiderio è ch'essa bruci. Io porto la separazione, la divisione tra il figlio ed il padre, tra la figlia e la madre; i servitori d'un uomo saranno i suoi nemici; chiunque ama suo padre o sua madre più di me, suo figlio o sua figlia più di me, chi non odia suo padre, sua madre, sua moglie, i suoi figli, i suoi fratelli, le sue sorelle, la sua stessa vita, non sarà mai mio discepolo»[29].

— Io ho detto tutto ciò.

— Tu hai predicato queste selvaggie dottrine perchè tu ti sei alzato rimpetto a Iehovah come suo eguale per dare un nuovo patto al suo popolo. Ebbene, in presenza dello sconvolgimento del mondo politico che Roma ora compie, noi vogliamo conservare l'unità del mondo morale, per non essere completamente assorbiti.

— Sì, gridò con forza il Rabbì, io mi proclamo Dio[30]. Sì, io porto la separazione sulla terra. Sì, io porto un nuovo patto. Se il genere umano si componesse di uomini eletti come voi, la parte di Dio nel mondo, Dio stesso sarebbe superfluo. Ma io miro ai popoli. Ora, qual'è la legge che si è imposta ai popoli e che ha creato delle nazioni, che non abbia avuto l'aria di un'ispirazione di Dio? Mosè non si faceva egli dare le sue tavole da Dio stesso? Numa, che creò Roma, non si faceva egli soffiar le sue leggi da una potenza soprannaturale? Come Mosè e come Numa, io detto una nuova legge. Bisogna che Dio intervenga, e che Dio parli. Io porto una separazione nel mondo, ma gli è il mondo che io separo dalla vostra legge. Mosè vi aveva comandato di riconoscere lo straniero come fratello; voi ne avete fatto un impuro. Il pagano e l'ebreo erano figli dell'istesso Dio per Mosè; voi avete rigettato questo fratello come il delitto e la maledizione. Oggi Rachele, Zipporah, Ruth sarebbero maledette; Giuseppe che aveva sposata la figlia d'un prete egiziano, e Salomone la figlia d'un re d'Egitto, sarebbero espulsi dalle vostre sinagoghe. La vostra legge ha due pesi e due misure. Se il Siriaco perde il suo cammello non può reclamarlo all'Ebreo che lo ha trovato; e l'Ebreo può riprendere colla forza il suo, se l'ha perduto. Se l'Ebreo uccide un Greco, può cercare un asilo a Kedesh, a Sechem, a Hebron; se il Greco uccide un Ebreo, è considerato come degno di morte. Una simile legge è iniqua; io me ne separo. Vi porto un nuovo patto....

— Ma tu non hai insegnato un solo precetto che non sia stato ordinato avanti di te dai nostri padri della sapienza. Mosè, Antigone di Soco, Gesù figlio di Syrah, i profeti, Hillel, Schemaya, Abtalion, il Ietzira, il Zohar, il Battista, gli Esseniani, Giuda bar Bethyra, Jonathan bar Uziel... i nostri rabbini di Gerusalemme e di Alessandria, ed altrove Sakya-Muni, Joe, Confucio... tutti hanno proclamato prima di te, le leggi dell'amore e dell'eguaglianza. Qual è codesto nuovo patto che tu porti? Cosa c'insegni di nuovo?