— Ne sono felice, allora.

Claudia aveva trascinato Ida pei capelli, fino al suo appartamento, dopo aver chiuso a chiave la porta della sala del giudizio, che metteva in comunicazione questa stanza del palazzo di Erode cogli altri appartamenti. I suoi schiavi, i suoi ufficiali della corte avevano indietreggiato dinanzi la leonessa che portava la preda nel suo covo, e l'avevano lasciata passare, silenziosi e spaventati. Claudia, arrivata in una delle sue stanze, aveva fatto chiamare il lorarium, e mostrandogli quella cosa svenuta ed affranta stesa a terra, gli aveva detto: «Pei miei pargoli, all'ora ordinaria». Il detto era già conosciuto da quell'esecutore dell'alta e bassa giustizia che appendeva pei capelli le schiave nude, e le flagellava fino alla morte.

Il lorarium era un Lucano, di una piccola città detta Grumentum, omicciattolo tutto muscoli, tutto pelo, dal viso atroce e dall'anima annegata nel sangue, di forza erculea, coraggioso come un lupo affamato. Quest'uomo prese a mezzo corpo la giovinetta svenuta e la portò via. Claudia entrò nel suo gabinetto di teletta.

Io arrivai al momento in cui i misteri delle lozioni e degli unguenti erano ultimati.

Claudia aveva preso il suo secondo pasto. Dopo di questo, ella aveva l'abitudine, quando il tempo era bello, di recarsi nei giardini del palazzo, e di gironzare, cogliendo fiori a bracciate ed assistendo al pranzo dei suoi pargoli.

I pargoli di Claudia erano le murene.

In una immensa vasca di marmo bianco dalle sabbie muscose, ella ne nutriva diverse centinaja cui aveva fatto venire dalla baja di Puteolis che produce le più belle.

La murena è un serpente di mare, lungo due, qualche volta tre braccia, dalla testa e coda appuntite, dal corpo sviluppato, coperto di una pelle viscosa color giallo scuro tigrata di chiazze nere. Questo pesce è avidissimo di sangue e di carne; ed i Romani per regalarlo d'una leccornia, e renderlo più saporito, gli gittavano di tempo in tempo uno schiavo.

Claudia, come i suoi compatriotti, aveva un vivaio di questi pesci, e prendeva un singolare piacere nell'andarli a vedere, quasi ogni giorno, all'ora del pasto, divorare un montone, quando la non aveva a servir loro una delle sue schiave. Questa volta preparava loro una festa imperiale.

Ella mi attendeva per farmi partecipare al suo divertimento.