CECA. Sí, è. Perché?

RITA. Per bene. Madonna Fulvia mia patrona gli vorria parlare.

CECA. Aspettate, che or ora li farò l'imbasciata.

RITA. Tornate presto, di grazia.

FULVIA. Accòstate in qua, Rita, acciò che non paia ch'io stia sola; ché tu sai ch'alle male lingue non mancaria che dire.

RITA. Costei si sará forsi rotto el collo, ché bada tanto a darci la risposta.

FULVIA. Qualche cosa deve aver a far, lei. Lassala pur stare.

RITA. Volete ch'io ripichi?

FULVIA. No, no; ché non dicessino pur cosí che noi avemo del fastidioso.

CECA. Oh! Madonna, perdonateme se io sono stata troppo a ritornare, ché sono corsa drieto alla carne che si portava la gatta… volsi dire, la gatta si portava la carne.