PRUDENZIO. Audi, fili mi e fratello cordiale.
MASTRO ANTONIO. Mi no voio tante feste, digo.
PRUDENZIO. Non me andate, de grazia, tentando de pazienzia; ché, se ci revoltaremo, vi parerá che non è necessario de stare a vociferare qui come un demente.
MASTRO ANTONIO. Mentite pur vu; e, se no me paghé, farò…
PRUDENZIO. Odite. Non entriamo in su le parole altercatorie. Parlate equamente, e basta.
MALFATTO. Sta' a vedere che faremo alle pugna.
MASTRO ANTONIO. Vegní qua, digo: ché, se me guardi Dio, no fuziré in casa.
PRUDENZIO. Aspetta parumper. Luzio, va' correndo; e portame la scuriata, ch'i par nostri non sono per intrare in palestra con li baiuli.
MASTRO ANTONIO. Che balestre, che balestre, vecchio pazzo!
MALFATTO. Oh! cosí fate! Mò ve voglio bene, io.