MALFATTO. E dove volete ch'io venga?

CURZIO. A casa mia.

MALFATTO. Fit! mahu! cagna! Non me cci coglierete, no.

CURZIO. E perché? di chi hai paura?

MALFATTO. E che? Me voresti fare le male cose come fa lo mastro alli scolari, eh?

CURZIO. So ch'el confessa senza tratto di corda.

MALFATTO. Ché non me li date qua, se volete?

CURZIO. Non ho dinari appresso. Vieni, su la fede mia.

MALFATTO. Andiamo, sú! Volete che venga dinanzi o drieto?

CURZIO. Vieni come vòi tu. Oh che dolce spasso è questo di costui! Ma starai a vedere che, pian piano, gli cavarò di bocca ogni cosa.