MALFATTO. Sí e no.
PRUDENZIO. Iuro per deum Herculem che…
MALFATTO. Non se chiamava Ercole, messer no.
PRUDENZIO. Se io fosse cerciorato vendundarme la toga, voglio cognoscerlo e fargli dar molte vulnere da questi sicari famuli di questi magnifici eccellentissimi signori principi mei patroni sempre observantissimi e fargli cavar el cuor del corpore.
MALFATTO. Oh! Mastro, ha ditto ancora che voi site un somaro.
PRUDENZIO. Un asino, eh?
MALFATTO. Misser no: un somaro.
PRUDENZIO. E quo casu lui?
MALFATTO. Non ho comparato caso, messer no. Avete fame, neh vero?
PRUDENZIO. Io arei per manco de darte un equo, se tu non taci, che disputare. Gran cosa che questa inclita cittá magnanima sia cosí sterile del consorzio de' viri probi e sia fertile delli invidiosi inimici delle sacrosante, buone e megliori e optime vertú! E sono come l'ortiche che pultano a chiunque le tagne; e sono inepti a tutte le cose.