MINIO. Oimè! Oimè!

IULIA. Aspetta pur, ché queste non son nulla a rispetto di quelle che io ti darò. Vanne pur lá.

CECA. Che cosa ve ha egli fatto?

IULIA. Ma non si curi, quel pedante tristo, sciagurato!…

CECA. E chi, madonna? el maestro?

IULIA. El maestro, sí.

CECA. E per che cosa?

IULIA. Come per che cosa? El mando alla scola perché gl'impari le vertú, e quello mel fa un ribaldo!

CECA. Madonna, oggidí non si può la persona fidar di nessuno; e i maestri propri son quegli che gli fanno viziosi e cattivi, che meritarebbono el fuoco, la maggior parte.

IULIA. El poltrone l'ha mandato perché gli scusi ruffiano.