Mi augurerei che il comm. Mayor potesse ritornare qui, come annunziava, per udire da lui le sue attuali idee e come meglio si possa servirle. Nel prossimo settembre, il signor di Freycinet sarà ad Aix-les-Bains, vicino al Generale, che potrà pure rivederlo in un più tranquillo ambiente e più propizio ad espansioni che una camera d'udienze ministeriali.
Voglia gradire, signor Presidente, gli attestati della mia più profonda osservanza e della mia più cordiale devozione.
Di V. E. l'aff.mo servo
C. Ressman.
P.S. Quanto del nostro trattato d'alleanza questi signori si preoccupino, lo provi anche il quesito che incidentalmente nella conversazione il sig. Ribot mi rivolse, se cioè occorresse, per farlo cessare, di denunziarlo espressamente e se vi fosse la clausola della tacita riconduzione. Risposi lo ignoravo.
Commendatore Ressman — R. Ambasciata Italiana,
Parigi.
Roma li 2/9, 1890.
(Personale). — La insistenza del signor Ribot per conoscere le nostre intenzioni circa la rinnovazione della Triplice alleanza non è degna di un uomo di Stato. Ad un anno e mezzo di distanza nulla si può prevedere in politica. Giova però ricordare le ragioni che obbligarono il cavalier Mancini a chiedere la alleanza dell'Austria e della Germania.
L'Italia dal 1879 al 1881 fu continuamente maltrattata dal Governo della Repubblica, minacciata dagli austriaci, disistimata a Berlino. Al 1880 un esercito di quaranta mila uomini era pronto ad entrare nel Regno, il Governo di Roma tollerando l'agitazione irredentista. La stampa francese ci derideva, ed il Governo francese occupava Tunisi. Sono celebri le parole pronunziate da Bismarck al 1879, che l'Italia non era una potenza militare temibile e che pochi reggimenti austro-ungarici sarebbero bastati per metterci alla ragione.
Il cavalier Mancini pregò, scongiurò a Vienna ed a Berlino, e dopo molti sforzi ottenne che l'Italia fosse accolta nella alleanza dei due imperi.
Oggi tutto è mutato in nostro vantaggio ed io non permetterò che l'Italia ritorni in quello stato di umiliazione nel quale pel suo isolamento fu sino al 1881.