A S. M. che avevo promesso tenere informato dello stesso argomento, telegrafai anche in cifre nei termini seguenti: «J'ai parlé avec Bismarck. Il accepte traiter alliance défensive et offensive dans le cas où la France nous attaque. Il prendra les ordres de S. M. l'Empereur pour traiter officiellement. Je retourne à Berlin, toujours aux ordres de V. M.».
Ti avverto che nulla ho detto a Launay delle nostre pratiche per l'alleanza, con lui essendomi soltanto limitato a discorrere dell'art. 3 del Codice Civile.
Eccoti come sono andate le cose:
Giunsi in questa città il 14 alle 7 del mattino. A mezzogiorno fui a trovare il barone Holstein, al quale manifestai il desiderio di vedere il principe di Bismarck. Egli affacciò varie obiezioni di forma e di sostanza.
Il Principe è a Gastein. Una visita colà, essendo una località molto piccola, salterebbe agli occhi di tutti e darebbe occasione ad ampi commenti alla stampa europea. Sarebbe più conveniente vederlo qui, in una grande città molte cose potendo farsi senza che il pubblico se ne avvegga. Soggiunse che il Principe sarebbe lieto di vedermi e di parlarmi, essendo già stato avvertito del mio viaggio in Germania.
Queste erano le obiezioni sulla sostanza.
In quanto alla forma, l'Holstein fu d'avviso che bisognava valersi dell'opera del barone di Bülow per chiedere una udienza al Principe. Nel ministero degli esteri havvi disciplina e non si osa fare cosa alcuna fuori della gerarchia.
— «Del resto il di Bülow, egli concluse, è nella piena confidenza del Principe, anzi in questi tempi egli è il vero ministro degli affari esteri in assenza del gran Cancelliere».
Fui introdotto dal sig. di Bülow. È un uomo sui sessant'anni, gentilissimo, che mi accolse come un vecchio amico.
Egli sapeva che sarei venuto a Berlino, essendone stato informato dal conte Launay.