È il solo modo con cui potremo evitare la guerra.

Quando rifletto che fino dal 1870 io chiedeva al Ministero di destra di armare la nazione in previsione di grandi avvenimenti, e che non fui ascoltato, ne sento doppio dolore.

Ma oggi siamo noi al governo, e se qualche disgrazia avvenisse, i nostri avversarii direbbero subito che non abbiamo saputo fare il debito nostro. Mettiamoci dunque con ogni zelo all'opera, facendo tutto ciò che possa essere necessario.

Prego di telegrafarmi, e ti assicuro che mi avrai sempre con te in tutto ciò che possa fare il bene del nostro paese.

Spero che con Zanardelli finirai per metterti d'accordo.

Quella delle ferrovie è una quistione anche essa capitale, e che bisogna in un modo qualunque risolver presto.

In caso di guerra bisogna aver riordinato le grandi linee di comunicazione tra le varie parti d'Italia. Zanardelli è un gran patriota e deve comprendere quale responsabilità pesi su lui. Non deve passare il mese di dicembre senza essersi ricostituito questo ramo di pubblico servizio. È impossibile lasciare più a lungo le ferrovie dell'Alta Italia in potere della Südbahn. Quantunque il Direttore sia di tua fiducia, esso è costretto ad ubbidire ad una Società non amica. La quistione, a mio modo di vedere, non è solamente finanziaria, ma eminentemente politica.

Se tu parlando col ministro dei Lavori pubblici, toccherai questa corda, son sicuro che riuscirai.

Il tuo aff.mo
F. Crispi.»