Io: I francesi vollero imitare i romani, ma ne seguono i vizi, non le virtù. La repubblica e l'impero dei romani durarono molti secoli; le repubbliche e gl'imperi francesi appena due decine di anni.

Lui: I romani avevano di fronte genti barbare. Oggi le condizioni dell'Europa sono diverse, e la Francia ha grandi e civili Potenze attorno a sè. È quello che i francesi non vogliono capire.

Il conte Hatzfeldt mi parla del principe di Bismarck e della sua infermità che gli impedisce di prendere parte agli affari. Tutto è sulle spalle del Conte, il quale se ne duole sopratutto per le grandi responsabilità che ha dovuto e deve assumere nella politica estera.

Da Berlino l'on. Crispi passò a Londra, dove si decidevano i destini dell'Egitto, e, per mezzo del suo amico Giacomo Lacaita, chiese di far visita a lord Granville, ministro degli Affari esteri. Lord Granville non soltanto si disse lieto di conoscere personalmente l'antico rivoluzionario italiano, ma lo fece pregare di andare al lunch da lui. Ed ecco quello che Crispi scrisse dell'accoglienza ricevuta e delle cose discorse:

29 luglio.

Lord Granville dimora nel palazzo di num. 18 a Carlton House Terrace.

La riunione era fissata alle 2 pom.; all'1 ¾ Lacaita ed io siam partiti dall'Athenaeum, e qualche minuto prima delle 2 siamo giunti alla casa del Conte.

Appena entrati, il cameriere ci disse che il nobile ministro era alla Camera e che ci pregava di aspettarlo. Fummo introdotti nella biblioteca. Non appena seduti, udiamo uno strascico di vesti di seta e ci appaiono di fronte lady Granville e le due figlie; lord Granville entra dalla parte opposta. Fatte le debite presentazioni, le dame procedono per la sala da pranzo e noi dopo pochi minuti le seguiamo.

Lord Granville disse che vi era consiglio di ministri e che aveva lasciato i suoi colleghi per trovarsi con me.

La sala da pranzo a Carlton House è grandissima.