»Non fate leggere, vi prego, questi miei sogni d'infermo al vostro circolo. Leggeteli solo al maestro, che non riderà delle mie fantasie. E se credete ch'egli ne rida, non comunicatele nemmeno a lui. Leggetele da sola e sul serio. Per ridicole che possano parere, vi assicuro che non le ho meditate ridendo. Non so perchè: ma dopo la visita di quella inglese, i miei pensieri, che si svolgevano senza pena nell'animo mio, e, non riferendosi che a voi, erano impressi di quella serenità che voi portate sulla fronte e nel cuore, ora invece pigliano una tinta più scura e più dolorosa.

»Non avevo mai pensato all'amore. Ora ci penso, a proposito di quella bella e sfortunata creatura, che forse è destinata a sentirlo senza poter ispirarlo. Che dura fatalità! Ma non vo' rattristarvi di più con queste supposizioni, e fo punto per oggi.

»P.S. Il direttore ignora il nome e l'abitazione di quella giovane. Onde forse non ci vedremo più, nè voi potrete conoscerla. Vivrà e morrà ignorata in qualche convento cattolico, aspettando la sua metamorfosi. Non ci pensiamo più. La sua visita e il breve colloquio avuto con lei mi avrà almeno servito a considerare più a fondo questa pagina della vita umana, e a mettermi forse sulla via di sciogliere un problema che resta ancora insoluto. Leggete, Angela, il libro che vi spedisco. Esso vi mostrerà l'origine di queste mie fantasie, ed aprirà forse un nuovo orizzonte anche al vostro pensiero.»

XIV.

Angela a Cosimo.

«Mio caro Cosimo,

»Entra, ti prego, nel mondo reale, nel mondo presente per leggere questa lettera, e per darmi chiara e netta la tua opinione intorno ai fatti e ai disegni che ti comunico.

»Non si tratta del mio giardino, nè delle mie piante, nè del piccolo mondo che nasce, cresce e si trasforma con esse. Si tratta di me stessa, si tratta di te e di un'altra persona che fu finora quasi straniera a noi due, e che può divenire o un vincolo di unione più intima, o una causa di guai per entrambi.

»Tu non t'imagini ch'io parli del conte Alberto. — Che ha egli di comune con noi? chiederai tu. Egli ebbe qualche parte, e fu occasione della mia venuta a Parigi e della cura a cui mi son sottoposto; ma non veggo che altri vincoli mi leghino a lui! —