De Sanctis».

Il Sindaco di Lacedonia rispose secco e breve, secondo la sua natura imperatoria. Mi rammentò che i miei amici cercavano appunto concordia e non favori. Fabio Rollo rispose:

«Bisaccia, lieta di aver rivendicato il suo illustre naturale rappresentante politico, vi risaluta affettuosamente, e vi prega di ringraziare la popolazione di Sansevero del sacrificio fatto, restituendo a noi la gloria nostra».

Ebbi pure da Lacedonia lettera carissima di un mio amico della prima età[100], nella quale mi assicurava che tutti facevan plauso alla mia determinazione e tutti eran contenti di avermi a deputato. Il medesimo dissero e scrissero parecchi, amici e avversari.

A me piace di riposarmi in questi dolci e nobili sentimenti. Domando un addio affettuoso a' miei amici di Sansevero, così buoni per me, e do il benvenuto a' miei nuovi elettori, sperando di poter vivere gli ultimi anni miei con loro e per loro.

E la moralità? dov'è la moralità? cosa ci s'impara? E il concetto? e l'idea? e lo scopo? Cosa insomma ho voluto fare? Un libro senza concetto e senza scopo, cos'altro è se non un guazzabuglio?

Oimè! ora entriamo in uno spineto. Come ho a fare a scoprire ciò che ho voluto fare? Non ci avevo pensato. E confesso che per un critico è un peccato mortale. Ho fatto come certi medici che prescrivono agli altri metodi sapientissimi di cura, e loro se la godono e vivono spensierati.

Gl'Impostori! dice il mondo.

E diranno impostore anche me! Con che viso posso più presentarmi in cattedra? Sorte mia! come dicono i miei Morresi.

A' quali mando un bacio.