Diremo soltanto che per suo merito il Parlamento Napoletano, su proposta del marchese Dragonetti, decretò che in Avellino dovesse sorgere il monumento alla Libertà.

[95] Si noti che il Comm. Capozzi era combattuto in Avellino precisamente da quel Serafino Soldi, che aspirava alla rappresentanza politica del Collegio di Lacedonia.

[96] Il Capozzi era allora Deputato di Atripalda e Presidente del Consiglio Provinciale di Avellino.

[97] Il sac. Molinari già ricordato innanzi.

[98] Il compianto cav. Antonio Capobianco—col fratello canonico primicerio Michele e col dott. Angelo Vella, pure defunti—fu uno dei più cari ed affezionati sostenitori del De Sanctis nel collegio di Lacedonia. V. pure le lettere del De Sanctis al cav. Antonio Capobianco nel Volume per le onoranze a Francesco Torraca, Napoli, Perrella, 1913.

[99] Era sindaco di quel tempo l'on. Francesco Masselli.

[100] Saverio Bizzarri, che in seguito ospitò varie volte il De-Sanctis in Lacedonia.

[101] Discorso pronunziato in Ariano, il giorno 8 novembre 1903, nella solenne inaugurazione dei busti innalzati alla memoria dei due grandi Irpini, De Sanctis e Mancini, per nobile iniziativa di un comitato di giovani.

Dobbiamo alla cortesia del senatore Cocchia—amantissimo della nostra Irpinia—la pubblicazione di questo magistrale discorso.

[102] G. L. Capobianco: Francesco De Sanctis, conferenza con prefazione di Giovanni Amellino—Avellino 1913.