Ecco come scrive il Dottore Antonio Mangini: «Nel giorno successivo all'Adunanza del 16 febbraio, per mezzo di Roberto Ulacco, da lei specialmente ed appositamente inviato, ricevei una lettera urgentissima, nella quale accludendomi un lungo scritto tendente a dimostrare la inopportunità della Unione con Roma, e della proclamazione della Repubblica, mi commetteva lo pubblicassi a modo di Proclama, e per tal modo ne rendessi convinti i Circoli, e il Popolo di Livorno. Comunicai questo scritto al Dottore Mugnaini, a cui restò. Questo Proclama era intempestivo, perchè veniva dietro la deliberazione presa. Non ostante questo, il Dottore Mugnaini voleva servirsene nel miglior modo possibile. Immantinente conferii col Gonfaloniere Fabbri, il quale conobbe essere impossibile arrestare la opinione prevalente. Nulladimeno, mi promise intervenire la sera al Circolo, dove dovevano essere eletti i Membri componenti la Deputazione del Circolo Politico, che doveva partire per Firenze la domenica mattina successiva. Infatti il Fabbri intervenne al Circolo, ma indarno: non prese parola, perchè non vi fu discussione, essendo partito già preso; e indarno il Dottore Mugnaini volle opporsi, e con esso altri pochi. La domenica a Firenze avvenne quello che a tutti è noto. Interpellato oggi il Dottore Mugnaini per lettera, ha convenuto essere rimasto a lui quel Proclama, ma dichiara non averlo più trovato, e probabilmente essersi perduto fra moltissimi altri suoi fogli. Questi sono i fatti di cui sicuramente mi ricordo.»

Mentre ingrossano senza riparo le turbe nella Capitale per proclamare la Repubblica, e mentre qui stanno tali, di cui Europa armata anche adesso paventa, per condurle, ecco cadere, non come favilla no, ma come folgore sopra le polveri incendevoli, la notizia: il Generale De Laugier essersi dichiarato contro al Governo Provvisorio; abbandonata la custodia delle frontiere, muovere contro la Capitale; avere sostenuto il Delegato Regio Conte Staffetti; minacciare fucilazioni e stato di assedio; percorrere le vie con sembianti terribili, e finalmente avere pubblicato il seguente Proclama:

«Toscani!

«Il nostro amato Sovrano Costituzionale Leopoldo Secondo si degna avvertirmi:

«I. Non avere mai abbandonato la Toscana, perchè rimasto sempre in questi pochi giorni a Santo Stefano con Guardie d'onore inglesi.

«II. Nell'allontanarsi da Siena aver nominato un Governo Provvisorio.

«III. Aver proibito alle Truppe di sciogliersi dal Giuramento.

«IV. Essere Egli sempre l'ardente amatore della Libertà e dell'Indipendenza Italiana.

«V. Ordinarmi quindi richiamar tutti alla fedeltà e al dovere, ripristinare l'ordine e la quiete.

«Le Truppe Piemontesi, in numero di 20,000 uomini, passare adesso le frontiere per sostenerlo.