Mi sembra che da me non si potesse dare a Bernardo Basetti prova più alta di amicizia oltre quella di mettere a repentaglio per lui perfino la mia carica, e questo perchè lo stimo amico mio e persona di fiducia. Quindici minuti dopo pongo da capo in moto il telegrafo, indicando la via da seguirsi onde ottenere il fine desiderato:

«Al Governatore Pigli.

«Chiamate Fabbri, Lauri, Notari, Betti, e Frediani e altri, e dite loro che il Ministero è disposto a sciogliere la Municipale, a dimettersi anzichè lasciarsi imporre dalla Municipale stessa. Però usino tutti la loro influenza a farla vergognare dell'enormezza commessa. Domani vengo col Basetti. Arte, prontezza e vigore. I Livornesi si lasciano guidare, ma da mani non deboli. La Cecilia torna contento. Sua Altezza ha approvato. Risposta subito.

«Guerrazzi.»

Pigli obbedisce, e annunzia:

«Al Ministro dello Interno.

«Sentite le persone indicate nel Dispaccio Ministeriale, ci siamo presentati alla Guardia Municipale, riunita, e in considerevole numero, Fabbri, la Cecilia, i Consiglieri, ed io. Ho incominciato a parlare parole di fiducia per prendere ad annunziare alla nomina del Capitano provvisorio Basetti, il quale domani prenderà il Comando della Municipale. Le contestazioni e opposizioni, per quanto presentate con rispetto, sono state molte. È stato detto che promosso il Capitano Roberti, si deve procedere per la stessa via di ragioni, e promuovere gli Ufficiali nella Compagnia. Ha detto alquante parole il Gonfaloniere, molto più e più efficaci La Cecilia, spontaneamente intervenuto. Io finalmente ho concluso che la nomina del Basetti non distrugge i titoli ed i diritti di alcuno, e che il Governo nella sua imparzialità e giustizia saprà tutti proteggere e rimunerare secondo il merito. Siamo partiti in mezzo agli applausi. Basetti venga e sarà ben ricevuto. Il resto al tempo e alla saggezza del Governo.

«Pigli.»

Ed io prometto il giorno successivo recarmi in Livorno conducendo meco Bernardo Basetti, fino alle lacrime commosso del come voglia e sappia proteggerlo.

«Al Governatore di Livorno.