[293.] Popolano del 12 febbraio 1849.

[294.] Il Nazionale del 14 febbraio 1849.

[295.] «Il Governo chiama i militi livornesi contro i nemici interni, e non per una dimostrazione politica. Ella prenderà tutte le misure onde questo non segua. Presentemente la città è in calma.» — (Dispaccio telegrafico al Governatore di Livorno, 11 febbraio 1849, in risposta al Dispaccio telegrafico del medesimo Governatore, che interrogava: «Si sa che Roma ha proclamata la Repubblica; non sarebbe bene insinuare a questi militi di proclamare essi pure la Repubblica venendo a Firenze? Su questo particolare attendo ordini precisi.» — Vedi Documenti, pag. 481.) — Confrontisi questa domanda con la lettera dello stesso Governatore DEL 9 FEBBRAIO 1849, segnatamente con le parole: «Prevenuto dello arrivo di G. Mazzini atteso su le prime ore del giorno scorso, e consapevole dei timori che si avevano di un pronunziamento in senso repubblicano, volsi ogni cura a prevenirlo, e tutto disposi onde l'illustre Italiano meco prima che al Popolo avesse colloquio, augurandomi averlo concorde o che le cose procedessero senza danno nella santa causa comune ec.» — (Documenti, pag. 306.) Donde si fa manifesto come non vi fosse trama di sorta per rovesciare la Monarchia, secondochè fantastica l'Accusa; gli ordini del Governo avversassero la Repubblica, e Mazzini a Livorno sopraggiungesse a caso; la Costituente fosse messa innanzi per arrestare la tumultuaria proclamazione della Repubblica, e finalmente che Mazzini a Firenze, mutato consiglio, non tenne il patto.

[296.] Popolano del 13 febbraio 1849.

[297.] Popolano del 13 febbraio 1849.

[298.] Ivi.

[299.] Costituente Italiana del 13 febbraio 1849.

[300.] Costituente Italiana, del 13 febbraio 1849.

[301.] Dunque Livornesi non vi erano mescolati?

[302.] Popolano del 13 febbraio 1849.