[377.] Documenti dell'Accusa, pag. 787.

[378.] Documenti dell'Accusa, pag. 530.

[379.] Il lettore benevolo avrà in mente: 1º La sentenza contenuta nella lettera di Carlo Pigli diretta a me l'11 ottobre 1848: «Noi vogliamo la Costituzione sincera, e la strada di ogni civile progresso sgombra da ogni impaccio di vile egoismo;» 2º Il Rapporto del medesimo, 9 febbraio 1849, il quale, dietro le mie istruzioni contenute nel Dispaccio telegrafico del 31 gennaio 1849, si affaticava a impedire che Mazzini provocasse la gente a tumultuaria Repubblica: «Prevenuto dello arrivo di Giuseppe Mazzini atteso su le prime ore del giorno scorso, e fatto consapevole dei timori che si avevano di un pronunziamento repubblicano, volsi ogni cura a prevenirlo, e tutto disposi onde l'illustre Italiano meco prima che al Popolo avesse colloquio, augurandomi averlo concorde a che le cose procedessero senza danno alla santa causa comune.... Convocai presso di me lo Stato-Maggiore della Guardia Civica ed i migliori patriotti, tra i quali D'Apice, La Cecilia, ed Antonini, sempre tacendo la causa delle mie inquietudini, finchè, affrettata la venuta di Mazzini in Palazzo, nello intendimento di porre a profitto la sua influenza, svelai il segreto e le mie vedute, alle quali egli ed ogni altro aderirono..... Mazzini comunicò la fuga del Principe, e tosto grida di gioia e di Repubblica proruppero; ma egli proseguendo dominò così le menti, da tutti ridurre concordi ad acclamare la Costituente.» (Documenti dell'Accusa, pag. 38, 305, 307.) — Accusa, Giudici decidenti, fin qui o come avete fatto a sostenere, che alle più stemperate voglie della Fazione io mi opponessi tardi, — dopo le sorti infelici della guerra italiana, — ai conforti del Ministro Inglese? — Accusato accuso; io vi traduco davanti il Tribunale della coscienza pubblica, mio giudice e vostro, e v'intimo a giustificarvi delle vostre imputazioni.

[380.] «Carissimo. Vi scrivo di letto dove ho dovuto rifugiarmi. La lama rode il fodero; ma qualche Santo aiuterà. Piacemi il vostro ardore, ma ricordate che bisogna avere prudenza e gravità grandissime.... Grande è il carico che abbiamo sopra le spalle, ma non inferiore all'animo nostro, e consiste nei rendere amabile la libertà, mostrando com'essa sia principio di ordine troppo diverso dal Varsoviano ec.» — 11 febbraio 1849.

[381.] Dispacci telegrafici nei Documenti dell'Accusa, pag. 413, 480.

[382.] Monitore Toscano dell'11 febbraio 1849.

[383.] Documenti dell'Accusa, pag. 547.

[384.] Documenti, pag. 281. Non si conosce dai Documenti dell'Accusa la data di questa deliberazione, ma certo deve avere tenuto dietro al Decreto pressochè immediatamente.

[385.] Documenti, pag. 414.

[386.] Documenti. Dispaccio telegrafico dell'11 febbraio 1849, o. 5, m. 25.