[437.] Attesochè 21 del Decreto del 10 giugno 1850, altrove citato.

[438.] Nel confronto storico contenuto in questo paragrafo, quantunque io abbia citato varii scrittori, avverto essermi giovato principalmente della opera del sig. De Barante, che conosco per via dei brani riportati nel Giornale dei Débats.

[439.] Documenti, pag. 490.

[440.] Documenti dell'Accusa.

[441.] «Pietrasanta, 20 febbraio. — Questa città è stata posta dal De Laugier in istato d'assedio; domani si teme la legge stataria; è stata proibita la dispensa dei Giornali; pattuglie di Linea e Veliti percorrono la città guarnita da 400 uomini e da una batteria. Sono venute delle Compagnie dalla Lunigiana, si crede che l'abbandoneranno tutta a discrezione del Tedesco. — Sono state spedite delle forze a Viareggio, a Camaiore, e verso Monte di Chiesa. — Il popolo accusa di tutti questi mali lo spirito retrogrado di alcuni cittadini.» — (Monitore Toscano del 21 febbraio.) — Anche qui è di necessità la corrispondenza officiale intera: per bene giudicare un fatto bisogna conoscere esattamente le cause che lo produssero, e le circostanze che lo accompagnarono.

[442.] «Altri errori e non pochi, sebbene meno gravi, ha commesso il Governo Provvisorio, errori che han tenuto il Popolo sospeso e timoroso, errori che han fatto correr rischio alla città di vedersi innaffiata di sangue cittadino, — e qui vogliamo alludere allo abbandono fatale in cui per varii giorni fu lasciata la truppa in balía di capi spergiuri o mal fidi; errori che han fatto nascere la reazione laddove non era che malcontento, — e qui vogliamo alludere alla incuria con che il Governo ha lasciato in balía di sè stesse le provincie, vogliamo alludere alla sua inerzia inescusabile nello scaldarsi le vipere in seno, lasciando al maneggio degli affari, alla vigilanza della pubblica sicurezza, al mantenimento delle leggi, uomini ligii allo antico ordine di cose, uomini sordidi e ignoranti, uomini o traditori od infami.» — (Il Popolano, 14 febbraio 1849.) — Se questi erano i peccati veniali, ogni uomo può immaginare quali mai dovevano essere i mortali.

[443.] Il Popolano, 14 febbraio 1849.

[444.] Monitore del 20 febbraio 1849. — Alba del 21 febbraio 1849.

[445.] Prova di questo, e, molto più, prova dell'animo disposto a partire quando avessi potuto farlo senza pericolo della Patria e di me, sta appunto nello invio dei familiari e delle cose più necessarie a Livorno: «Al Governatore di Livorno. — Mandi a casa mia ordinando a Maria che faccia valigia, o valigie di vesti, biancherie, e scarpe, e quanto altro per me, e pel nipote può occorrere, e spedisca immediatamente a Lucca al Palazzo della Prefettura. Guerrazzi.» — (Dispaccio telegrafico del 20 febbraio 1849. — Documenti dell'Accusa, pag. 421.)

[446.] A questa disposizione dell'animo, e a questo fatto accennano l'espressioni del Proclama del 20 febbraio 1849: «Quanti sentono in cuore affetto alla Patria e alla Libertà, con tanto sudore e con tanto sangue acquistata, sappiano fare com'essi: prendano un'arme, e accorrano a difenderle