[476.] Il signor Farini, nel Vol. III, a pag. 255, della sua Opera su lo Stato Romano, parlando di Vincenzo Gioberti, scrive: «i ministri toscani (obbrobrio!) lo ingiuriarono villanamente.» Vincenzo Gioberti, uomo di mente, e perciò di cuore grande, deplora questi importuni ricordi, come li deploro io; ed entrambi (ne sono certo) daremmo molto, ma molto assai, perchè i fatti che somministrano argomento a simili scilomi andassero obliati, o, se possibile fosse, non fossero accaduti: ora aizzare l'uno contro l'altro non è opera a cui bastino gl'ingenerosi: le nostre destre non si sono potute toccare; ma con gli spiriti già ci siamo abbracciati, piangendo sopra la Patria, e su noi.... Fermo questo, come spero, devo ammonire il signor Farini, che anche qui erra; e mi conceda, che io gli aggiunga, ciò accadergli troppo spesso, onde il suo Libro, che pure è dettato con vaghezza di stile, si levi alla dignità di Storia. — L'Accusa, a cui cotesto libro (e veda il Farini a che cosa meni la parte di Don Marzio nel mondo) è servito di lanterna, e, come a Dio piacque, fallace, per impegnarsi dentro al laberinto delle sue bugie, stampa nel Volume dei Documenti a pag. 860 la prova, che il Governo Provvisorio toscano non insultò, ma fu insultato. La dichiarazione del Governo Provvisorio di Toscana del 17 marzo 1849 fu provocata dalle furiose e non degne parole contenute a riguardo nostro nel Saggiatore, Giornale politico. Quanto era meglio pel signor Farini, ed anche per tutti, non accennare a questa miseria, molto più se si considera ch'ei lo fece allo scopo di aggravare con menzogna me travagliato anche troppo!
[477.] Lettera di V. Gioberti al Muzzarelli, del 28 gennaio 1849.
[478.] Lamartine, Histoire de la Révolution de 1848, Bruxelles 1849, tom. 1, pag. 194. — Qui ho parlato di Decreto pubblicato senza ch'io lo firmassi: nell'Appendice terrò discorso di altro Decreto da me firmato senza averlo letto.
[479.] Documenti. pag. 549.
[480.] Pare che l'estensore di codesto Proclama in quel giorno fosse di Guardia alla punta del Molo!
[481.] «Nuovi avvenimenti minacciavano di tornare ad alterare nel decorso giorno in Empoli l'ordine pubblico, e la quiete della popolazione. — Non appena tal notizia giungeva a cognizione delle Guardie di Finanza appartenenti alla Brigata di Firenze, che spontanee ed animose si offrivano di andare a tutelare quanto ha di più caro e di più sacro il cittadino che veracemente ama la sua Patria diletta. Esse partirono alla volta di Empoli la decorsa sera, condotte dall'Aiutante Maggiore Pietro Giovannoli. Possa un tale esempio di paterna affezione essere apprezzato quanto merita, e seguitato quanto n'è il bisogno, da tutti i buoni Toscani i di cui costumi, la di cui concordia, il di cui sagace e retto intendimento ne assicurano, che anche in questi solenni momenti non ismentiranno quella commendata opinione, che per tali virtù sempre mai si meritarono. Firenze, 23 febbraio 1849.» — (Documenti dell'Accusa, pag. 846.)
[482.] Documenti, pag. 247.
[483.] Documenti, pag. 247.
[484.] Ivi.
[485.] Documenti, pag. 286.