«Guardia mobile parte da diverse città della Toscana verso la capitale, per organizzarsi, ricevere le armi, e andare ai confini; non come fiammella che vive prossima a spengersi, ma come scintilla che seconderà gran fiamma.
«Le cure del Governo infine ad ora adoprate sono tali, che hanno cercato di alimentare ed accarezzare amorosamente questa fiammella; e spera poter riuscire a fare che una massa non piccola della nostra Gioventù possa coprire le frontiere. — Vi sono poi i Rapporti dei nostri pubblici funzionarj di un ordine più elevato (per esempio i Prefetti) intorno alla idea della Unificazione della Toscana con Roma. Se debbo qui fedelmente esporre quello che a me da questi funzionarj vien riferito, dirò, che la massima parte della popolazione toscana recalcitra alla immediata Unificazione con Roma: alcuni perfino ne fanno argomento di timore per non poter conservare l'ordine pubblico, quando questa Unificazione fosse legalmente e definitivamente proclamata da questa Assemblea, mentre all'opposto la opinione contro qualunque ingiustissima invasione straniera potrebbe crescere fino al furore.
«Il superior Comandante della Guardia Nazionale fiorentina anch'esso ci ha denunziato dubbj gravissimi sulla adesione della Guardia stessa intorno a questa grave perdita d'immediata Unificazione, confidando nello egregio spirito dei Militi per correre alla frontiera.
«Come Ministro dello Interno a me pare avere in generale sodisfatto alle domande ed alle interpellazioni direttemi dal Deputato Pigli.
«Il Ministro della Guerra vi potrebbe dire circa i mezzi che sono in suo potere per armare ed equipaggiare la Gioventù, e unirla ai Battaglioni della nostra Milizia stanziale.
«Il Ministro delle Finanze potrà a sua posta dirvi quali mezzi sono a sua disposizione per soddisfare ai bisogni dell'armamento.
«Un Deputato. Domando la parola.
«Presidente. Non mi pare che siano esaurite le interpellazioni, perchè il Deputato Pigli ne ha fatte di due specie: cioè sullo stato interno dello Stato e sugli Affari Esteri; in conseguenza io credo...
«Un Deputato. Domandava la parola per rettificare un fatto.
«Presidente. Io credo non poter aprire la discussione, sino a che non siano esaurite le risposte alle interpellazioni. — Il Cittadino Ministro dello Interno ha altro da soggiungere?