«Amico mio: pieno di sospetti, di cure, io mi logoro l'anima. Sento di emissarii piemontesi per fare disertare le milizie nostre. S'è vero, — guardate. — Pubblicate un Ordine del giorno che chiunque fosse sorpreso a corrompere soldati sarà immediatamente passato sotto le armi. Vigilate la condotta di tutti, e date esempj, esempj per amore di Dio. Addio.
«Affmo. — Guerrazzi.»
«Sig. Generale Domenico D'Apice.
«Massa di Carrara.»
[640.] «Pontremoli, 4 marzo. La diserzione delle truppe è grande, anzi grandissima. Vanno in Piemonte, il quale ha risposto al capitano Carchidio, che vi fu spedito dal Generale D'Apice, che si credeva in dovere di accettare e difendere questi disertori; ed infatti sono ricevuti benissimo e mandati in Alessandria. Quest'oggi sono disertati i carabinieri di Pallerone, di Aulla e di un altro picchetto che non rammento. — Egualmente hanno fatto una ventina di Cacciatori che dall'Aulla dovevano venire a Pontremoli.»
[641.] «Amico Carissimo,
«Calice, 2 aprile 1849.
«Nel mentre che la Popolazione di Calice stava pensando a fare una proposta contro la presa di possesso operata nel 13 marzo caduto dal Commissario Sardo, e che io dovea recarmi presso del Delegato Beverinotti per concertarla, è sopraggiunto il fatto della battaglia di Mortara, che ha prodotto un cambiamento nel sistema politico di questi luoghi.
«Può darsi che l'armistizio non abbia luogo, e che per conseguenza vengano riprese le ostilità; ma nel caso contrario, questi abitanti appena che sieno partiti i Carabinieri Sardi, qua distaccati, sarebbero intenzionati di unirsi alla Toscana, qualunque sia la forma di Governo che ivi venga adottata.»
[642.] Proclama del 6 agosto 1848.