Dormivano….. ma un sogno spaventoso travagliava la moglie, e le parea che un mostro immane, con occhi infuocati, peloso nel corpo composto di nodi flessibili come il verme, e di ale scure a modo di vipistrello, le tenesse le branche deretane fitte nei fianchi e le anteriori nella gola, affaticandosi di strangolarla: tentava muoversi, la meschina, e non poteva: s'ingegnava gridare, e non le riusciva. In ultimo si voltò con supremo sforzo sopra un fianco: gli occhi sentiva gravi così, da non li potere schiudere; eppure la facoltà visiva l'era assorta dolorosamente da due globi di luce ora violetta, ora cerulea, come fiamma di spirito di vino. Le arterie delle tempie le battevano con ispasimo, non altrimenti che se fossero tese, e un demonio stringendole con pinzette infuocate si dilettasse a farle vibrare di angoscia. Nella gola durava un raschìo acerbo, quasi cagionato da arìsta di grano tranghiottita[1]: pure finalmente ella giunse a schiudere gli occhi, e vide per terra una rete di fuoco che trapelava fuori dalle commessure dei mattoni, e la stanza tutta appariva ingombra di fumo: insopportabile calore accendeva l'aria; quindi a poco a poco il pavimento si screpola, e dai vani aperti per la caduta dei mattoni ecco sbucar fuori lingue di fiamma, le quali dopo pochi secondi crescono in orribile incendio.
—Al fuoco! al fuoco!—grida la donna, girando attorno gli occhi spaventati; e si precipitava giù dal letto per prendere nella culla il suo figliuolino.
—Al fuoco!—risponde il marito esterrefatto; e così ignudo com'era corse all'uscio della stanza, e lo aperse. Schiuso l'adito, ecco il fuoco allagare la camera: già tutta la casa andava in fiamme: rifece i passi, con un braccio ricinse la vita alla moglie, con l'altro al figliuolo, e via di corsa si tuffa senza rispetto nel fuoco per guadagnare le scale. Le pietre degli scalini arroventate si spaccano strepitosamente: lo incendio nel piano terreno infuriava in vortici a mo' di turbine, e mandava un rombo come di uragano. I pannilini della madre e del figliuolo già avevano preso fuoco; ma la madre, comunque strascinata, tendeva sollecita le mani e andava estinguendolo su le carni del fantolino. I capelli dei miseri fumavano abbronziti; nei piedi, nelle braccia e nel viso essi pativano angosciose scottature.—Avanti! avanti! purchè possano giungere alla porta di casa!—Già vi stanno presso;—anche un passo, e la toccano;—l'hanno toccata…
Oh dolore! non la possono aprire:—la squassano; la scrollano; invano… l'avevano sprangata per di fuori.
Circondato da vortici di fiamma, il misero padre ansante in così orribile guisa, che stava per iscoppiargli il cuore dal petto, riprende fra le braccia il figlio…. la moglie lasciò stare…. si sentiva rifinito di forza…. Mugolando, improvvido di quello che si faccia, gira e rigira per l'andito;… poi, senza consiglio, si prova a risalire le scale.
La moglie gli trae dietro da vicino per modo, che dove egli alza il piede ella mette l'orma; e il marito sentiva dall'alito affannoso di lei rinfrescarsi l'aria infuocata dietro le spalle;—sempre schermendo dalle fiamme il figliuolo, e qualche volta il marito.
Questi rientra in camera… ma qui giunto sente mancarsi la lena ed il coraggio: gli balenano gli occhi nella morte, e barcolla per cadere; pure in quell'ultimo istante gli bastò l'animo di riporre il bambino nelle braccia della madre prima di spirare:—parole non potè profferirne….. solo con lo sguardo, lungo come quello della lampada prima di spengersi, rivelò una desolazione, che labbro non può dire;—una desolazione, che se avesse potuto manifestarsi avrebbe dichiarato così: Io non te lo raccomando, perchè tu non lo puoi salvare! Poi, squilibrato, correndo su le calcagna ei dette indietro quattro passi o sei, e percosse aspramente il muro tentando ghermirlo con le mani pendenti.
La mattina furono viste le impronte nere di sangue delle mani e dei piedi su la parete e sul pavimento.
In mezzo alle strette della necessità così avviene degli appetiti fisici come delle passioni dell'animo, che le più intense divorino le meno profonde; epperò la donna già più non bada all'uomo che le fu sì caro, ma con tutta l'anima circonda il corpo della sua creatura;—apre la finestra, e si affaccia.
I capannelli raccolti per la via videro una figura, in sembianza di Eumenide, disegnarsi in nero sopra un colore di fuoco, e n'ebbero compassione e paura.—Ella spinse fuori dalla gola un grido—uno solo—ma così desolatamente acuto, così stridentemente disperato e selvaggio, che le viscere degli spettatori si sentirono trafitte come da una spada.—Avrebbero voluto aiutarla, e ne consultavano i pratici; ma i vecchi, con la tremenda pacatezza romana, sporto il labbro inferiore, le braccia incrociate sul petto, guardavano obliquamente lo incendio, e dicevano: Non ci possiamo far nulla; acqua non basta; e, a meno di essere diavoli dello inferno, in coteste fiamme non si entra. Sapete, che cosa resta a fare? Vedere spengersi il fuoco da se, e poi suffragare quelle povere anime uscite dal mondo senza sacramenti.