Era giunta vicina a terra tre scalini, quando con orribile fracasso sprofondò giù il pavimento; le fiamme scomparvero, globi di fumo mescolati a miriadi di faville avvolsero la casa, la scala e le donne. Un urlo spaventoso echeggiò fino all'altra sponda del Tevere, chè reputarono coteste creature spente dal fuoco e dalla rovina.
Indi a breve ecco lo incendio, come l'orgoglio un momento umiliato, divampare più terribile di prima, e di mezzo alle fiamme uscire Luisa incolume con la donna nelle braccia.
Gridi di giubbilo, acclamazioni frenetiche ferirono il cielo:—chi è l'animoso giovane?—Non lo so.—Ricordati averlo visto mai?—Mai.—E sì che non ha barba in viso, e per uomo da tali fatti è piuttosto scarso di vita, che no. Viva il valente giovane, vero sangue latino.—E più alti sorgevano lo entusiasmo e gli applausi.
Il Signore ebbe misericordia della moglie del falegname, la quale tratta fuori di se non conobbe il fato lacrimevole del marito. Luisa sempre più infervorandosi nella sua generosità, siccome avviene ai buoni, non patì che la donna salvata fosse tratta all'ospedale; e risovvenendole di certa vedova sua casigliana, che le aveva raccomandato, capitando, di appigionarle due stanze, fece conto di accomodarla là dentro: molto più, che essendosi messa a risico di spendere per cotesta famiglia fino a trecento ducati, e trovandosi adesso ad averli risparmiati, pensava, che quando anche per condurre a fine la opera buona avesse dovuto impegnarcene attorno un centocinquanta, le ne avanzava l'altra metà pei fatti suoi.
E per mandare subito ad effetto la presa determinazione ordinò che stendessero la donna sopra un lenzuolo tratto fortemente dai lati da quattro uomini robusti, i quali si prestarono volonterosi a cotesto ufficio. Ella si recò in collo il bambino sorreggendolo col braccio destro, e chiese di alcuno che caritatevolmente sostenesse anche lei; però che le girasse il capo, e le paresse che di sotto i piedi le venisse meno la terra. Dalla folla stipata intorno a lei uscì un uomo membruto, ed aiutante della persona, coperto il capo, il collo e il viso di copia grande di capelli e di barba, vestito a mo' dei ciociari dei contorni di Roma.
—Prendete su!—egli disse profferendole il braccio con voce assai più commossa, che non lasciassero sperare le sue sembianze dure, e bronzate.—Appoggiatevi pur sopra, che reggerebbe la colonna trajana. Se non vi da fastidio, mi basta l'animo di portare voi e il putto ad un tempo.
—Lo credo. Dio ve ne renda merito. Basta così. Ora voi altri avviatevi pian piano in via san Lorenzo Panisperna a casa Cènci.
—Casa Cènci!—dando di un passo indietro esclamava il ciociaro.
—In che trovate motivo di maravigliarvi? Forse credete voi tanto straniera da casa mia la carità, da levarne stupore?—Che cosa vi dà, in grazia, diritto di pensare così, villano?
E siccome il ciociaro tentennava il capo e non rispondeva, donna
Luisa, come punta sul vivo, aggiunse: