—O sofisti! O sofisti! E quando mai nella verità vi è perdizione?
—Pareva anche a me; ma egli mi raccomandava che io confidassi pienamente in lui; e tanta è la reputazione di dottrina, che gode, che temei comparire fuori di misura presuntuosa anteponendo il mio al consiglio di lui…
—E chi è quegli che ve lo raccomandava?
—Egli.—Guido, che mi mandò questo anello qui… l'anello che doveva essere benedetto alle nostre nozze.—E mentre così favellava, la faccia per pudore l'era diventata di fiamma. E il frate instava:
—Esponete partitamente, figliuola mia, lo intero successo; forse voi avete peccato, più che non credete, contro voi stessa…
—Ma i segreti di Dio?…
—I segreti di Dio, rispose severo il cappuccino, stanno sepolti nel cuore dell'uomo; e all'uomo, voi lo sapete, puossi bene strappare il cuore, il segreto no.
Allora Beatrice espose distesamente tutto il fatto, senza ometterne la più lieve particolarità. Il frate, che incredulo aveva incominciato a prestare l'orecchio, a mano a mano ebbe a credere alla sembianza ingenua, alla parola pacata, e al candore della vergine magnanima; ond'è, che mentr'ella favellava tuttavia, il frate si desse della mano nella fronte esclamando:
—Signore! Signore! anima più benedetta di questa quando mai fu veduta quaggiù?
E posto ch'ebbe fine la Beatrice alla confessione, il frate sbigottito favellò: