—Ma un'altra preghiera conosco avermi esaudito Dio, e fu quando mi rilevai da letto, e per la seconda volta andai a prostrarmi davanti al Crocifisso miracoloso, e: Abbi misericordia, dissi, o divino Redentore, di me, e tu o mi dona lo affetto del padre, o richiamami alla tua pace. A queste parole Gesù piegò il capo, come per rispondermi: Sarai esaudito…
—Ci esaudirà tutti, inspirando benignità nel cuore del padre…
—Io so di certo che fu esaudita la seconda parte della preghiera, e non la prima; imperciocchè, quando mi ricondussi a giacere, una voce distinta mi chiamò: «Virgilio! Virgilio!» Mi alzai, apersi la porta, e non vidi persona; tornai a coricarmi, e la voce di nuovo gridò: «Virgilio! Virgilio!» Per questa volta io non mi era ingannato di certo, e risposi: «chi mi chiama?» E la voce: «Io ti chiamo dal paradiso». Eccomi pronto, mio Dio»; ma la voce: «No, la tua ora non è venuta ancora, ma si avvicina».
—Coteste sono immaginazioni che dà la febbre; su, via, non lasciarti rodere dalla tristezza; io ti voglio veder lieto…
—Perchè le chiami immaginazioni? Forse non si legge nella santa scrittura, che il Signore fece sentire la sua voce a Samuele? Anche ieri notte, tenendo gli occhi aperti, vidi a un tratto empirsi la stanza di luce, ed entrare una bellissima gentildonna vestita di celeste, tutta ingemmata, la quale essendosi fatta accosto al letto si curvò, pose il suo volto accanto al mio, mi baciò in fronte, e sparve: le sue labbra erano ghiacciate, e il freddo mi strinse il cervello. Vuoi sapere, Beatrice, a cui rassomigliava la gentildonna?—Rassomigliava al ritratto della signora Madre, che sta appeso in sala grande. Tutto mi parla di morte. Forse non sento che io manco a poco a poco, come candela giunta al verde? La vita mi fugge da tutti i pori. Guarda queste mani scarne, e bianche al pari del marmo; guarda queste unghie colore di viola; guardami qui in mezzo della fronte, e vedi il segno espresso ove ha deposto il suo bacio la morte.
E più non potè dire.
Un uccello in questo momento venne a riposare le stanche ale sopra il parapetto della terrazza: volgeva il capo in qua e in là, come sospettoso d'incontrare molestia; ma presto assicurato, si pose a saltellare—a beccare; finalmente parve fissasse il fanciullo; poi sciolse un dolcissimo canto, aperse le penne, e fuggi via.
—Oh, esclamava Virgilio, potess'io seguitarlo! Forse, chi sa!, egli conosce suo padre, e sua madre dall'aperta frasca tende lo sguardo ansiosa del suo ritorno. O madre mia! Beatrice, dimmi, dov'è nostra madre adesso?…
—Nostra madre?—È lassù in paradiso.
—Lo so, la sua anima alberga nella patria dei giusti; ma io vorrei conoscere in qual parte riposino le sue ossa. Sapresti tu indicarmelo, Beatrice? Il Conte Cènci non volle permettere mai, che mi conducessero a visitare il sepolcro di nostra madre…