Sovrasta nuovo pericolo, e più grave. Francesco Cènci sopraggiunge tempestando, con lo stile alla mano: balbuziente per furore, egli grida:
—Dov'è la mala vipera? Morte di Dio! Chi mi ha ammazzato Nerone?…
Chi?
—Io.—
—Ebbene; anche tu… ma no, prima la vipera.—
E si china sul figliuolo per iscannarlo. Beatrice solleva la spada insanguinata, e, puntatala contro il petto di Francesco Cènci, con espressione impossibile a riferirsi dice:
—Padre… non ti accostare…
—Scellerata! Da parte; dico,—e si provava di arrivare il giacente.
Beatrice con voce tremendamente pacata ripetè:
—Padre, non ti accostare!
A cotesto suono, che conteneva a un punto una suprema preghiera ed una suprema minaccia, Francesco Cènci si ristette a contemplarla.