Tali accenti percossero improvvisi le orecchie di Beatrice, come se si fossero dipartiti dalla bara del morto: volse subito il capo, ma non vide alcuno prossimo a lei. La calca dei famigli e degli incappucciati si allontanò dalla chiesa seguitando i sacerdoti; poi a mano a mano quella dei cristiani accorsi dal vicinato. I Cènci rimasero soli col morto. Il popolo di buone viscere piange facilmente alle sventure altrui; ma dura poco, perchè le proprie gli consumano tutto il suo pianto, e qualche volta non basta.

Stavano tutti genuflessi, riposando il corpo sopra le calcagna, col capo dimesso, e le braccia, con le mani incrocicchiate, pendenti giù lungo le cosce. Beatrice sola, che non aveva lasciata un momento la pristina sua positura, scuote ad un tratto la testa, guarda con occhi torvi quei miseri, e con gesto imperioso esclama:

—A che piangete voi? Alzatevi! Sapete voi chi ci ha ucciso questo fratello? Lo sapete voi? Voi lo sapete, sì; ma tremate di pensarne perfino il nome dentro il vostro cervello. Quello, che non ardite pensare nel vostro segreto voi, io lo rivelerò a voce alta: lo ha ucciso suo padre… il padre nostro… Francesco Cènci.

I prostrati non si mossero, ma raddoppiarono i singhiozzi.

—Levatevi su, vi comando; qui ci vuole altro, che pianto! Bisogna provvedere alla nostra salute, e subito, se non vogliamo che nostro padre ci ammazzi tutti.

—Pace, figliuola mia, pace; che è peccato lasciarsi vincere dalla collera, rispose Lucrezia: vieni, inginocchiati anche tu, e sottomettiti al santo volere di Dio.

—Che dite voi, signora Lucrezia? Credete servire Dio, e lo bestemmiate. A sentirvi, Dio avrebbe creato l'acqua per annegarci, il fuoco per arderci, il ferro per tagliarci? Dove avete letto che il dovere dei padri sta nel tormentare i figliuoli, quello dei figliuoli nel lasciarsi tormentare?—Dunque non vi è limite, oltre il quale venga concesso di opporci? Qualunque ribellione è illegittima? La natura ha segnato le generazioni degli uomini col marchio in fronte: soffri, e taci? Vi ha qualche cosa peggio del parricidio? Ditemelo, perchè io conosco molte, ma per avventura non tutte le iniquità, che si commettono sotto il sole. Tre cose io comprendo che non si possono annoverare: le stelle nel firmamento, i pensieri maligni nel cuore dell'uomo, e le angosce dei disperati…; forse sono più… ditemelo. Signora Lucrezia, come amavate poco il povero Virgilio!…

—Come! non l'amava io? Questo caro figliuolo mi era diletto come se fosse nato di me.

—Davvero? Queste parole presto sono pronunziate, ma in fatto non è così. Amore di madre non s'immagina. Se voi lo aveste portato nelle viscere, se partorito con dolore, non piangereste, ruggireste adesso. Ma qual maraviglia se la voce del sangue non è più ascoltata dagli uomini, mentre non la intende neanche il cielo? Il grido di Abele oggi non arriverebbe più al cospetto del Vendicatore: perchè questo? Forse l'Eterno infastidito si tura le orecchie, o il grido del sangue si fece più fioco?—Ma se il cielo è diventato di bronzo, il mio cuore si mantiene di carne, e geme e freme e palpita come il cuore vergine di uno dei primi viventi… E voi, Giacomo, che pure siete uomo, o non sentite voi nulla qui dentro?—E la donzella si percosse il seno dal lato manco.

—O Beatrice, rispose una voce dal pavimento, e la profferiva Giacomo Cènci, io non sono più quello di prima: la parte migliore di me periva: io paio appena un'ombra, una memoria di me medesimo. Guardami… ti pare egli questo il sembiante d'uomo di venticinque anni? Che cosa posso io contro il destino? Mi sono dibattuto, più che non pensi, dentro la catena della necessità; l'ho morsa finchè non mi ha stritolato i denti; tu la vedessi! Ella è affatto nera pel mio sangue rappreso…