Nel vin temprato su l'arca del morto.
La causa di parlare siffatto è manifesta dal Commento che fa il Landino al verso del Canto XXXIII del Purgatorio, — Che vendetta di Dio non teme suppe. «Creda che Dio ne farà vendetta.»
Referisce lo Imolese che in Firenze era opinione, che chi avesse commesso omicidio, e mangiasse sopra il corpo del morto una zuppa, non potea dipoi per vendetta esser morto: e il figliuolo di Dante, il quale commentò questa Commedia, afferma che in questi tempi, quando alcuno dei grandi cittadini era stato morto nella nostra città, i propinqui guardavano la sepoltura insino a nove giorni che alcuno non vi mangiasse zuppa.
Oretta, — Oretta, non ti vedrò più!
L'eco dei monti gli risponde — più.
Questa idea fu suscitata da quel verso di Byron nella Fidanzata d'Abido, «Where is my child? an Echo answers, Where.» — Byron poi confessa di averla tolta da un manoscritto arabo citato nelle note dei Piaceri della Memoria, che dice: «I came to the place of my birth and cried, the friends of my youth, where are they? and Echo answered, Where are they?»
Mesto mesto incamminasi al piviere ec.
Da tutti i monumenti storici della età della quale trattiamo, agevol cosa è rilevare pivieri dirsi li scompartimenti dei contado oggidì chiamati cure e parrocchie; qui poi Piviere sta propriamente per la casa del Pastore, che ora intendo nominare Canonica: sere essere il titolo del sacerdoti e dei notaj, che or tuttavia questi ultimi conservano, avendolo i primi mutato col don; e mastro, o maestro, quello dei medici.