Nel vin temprato su l'arca del morto.

La causa di parlare siffatto è manifesta dal Commento che fa il Landino al verso del Canto XXXIII del Purgatorio, — Che vendetta di Dio non teme suppe. «Creda che Dio ne farà vendetta.»

Referisce lo Imolese che in Firenze era opinione, che chi avesse commesso omicidio, e mangiasse sopra il corpo del morto una zuppa, non potea dipoi per vendetta esser morto: e il figliuolo di Dante, il quale commentò questa Commedia, afferma che in questi tempi, quando alcuno dei grandi cittadini era stato morto nella nostra città, i propinqui guardavano la sepoltura insino a nove giorni che alcuno non vi mangiasse zuppa.

[Pag. 427.]

Oretta, — Oretta, non ti vedrò più!

L'eco dei monti gli risponde — più.

Questa idea fu suscitata da quel verso di Byron nella Fidanzata d'Abido, «Where is my child? an Echo answers, Where.» — Byron poi confessa di averla tolta da un manoscritto arabo citato nelle note dei Piaceri della Memoria, che dice: «I came to the place of my birth and cried, the friends of my youth, where are they? and Echo answered, Where are they?»

[Pag. ivi.]

Mesto mesto incamminasi al piviere ec.

Da tutti i monumenti storici della età della quale trattiamo, agevol cosa è rilevare pivieri dirsi li scompartimenti dei contado oggidì chiamati cure e parrocchie; qui poi Piviere sta propriamente per la casa del Pastore, che ora intendo nominare Canonica: sere essere il titolo del sacerdoti e dei notaj, che or tuttavia questi ultimi conservano, avendolo i primi mutato col don; e mastro, o maestro, quello dei medici.