Dopo alcuno spazio dì tempo si provò a continuare la lettera, ma vide con ispavento la carta diventare nera come se la morte l'avesse coperta con un lembo del suo velo….—Infelice! senza accorgersene egli l'aveva tutta bagnata di pianto.
Tolse un altro foglio, e scrisse da capo:
"Cara madre!"
E si fermò…. perchè—incominciò a pensare—se la spada del dolore ha da passarle l'anima, spingerò io con la mia mano questa spada? La fama le narrerà la mia infamia e il mio delitto, ma ella non vi presterà fede…..—è tanto incredulo il cuore di una madre per le colpe dei figli!—Così io morrò sicuro di lasciare nel mondo una creatura almeno che mi ami, poichè nel duro passo al quale mi trovo condotto a me non soccorre altro conforto…..—Oh non versiamo altro fiele nella tazza già troppo senza fine amara.—E lacerò il foglio.
E nonostante,—indi a poco riprese a pensare,—e nonostante formerebbe parte di espiazione raccontare la mia colpa intera:—certo lo annunzio partecipato da me le sarà veleno, ma il sospetto di averla io in questo istante supremo dimenticata l'attossicherebbe più acerbamente e più presto.
Scelse un terzo foglio; lo accomodò sopra lo scrittoio, vi pose in mezzo la falsa riga, e molto propriamente l'appuntò con cera bianca perchè non iscorresse da una parte nè dall'altra e i righi venissero diritti bene.
Veramente,—proseguiva meditando,—sopra la infamia del figlio così ella non potrà più rimanere dubbia…. Non importa,—purchè nei pochi istanti che le durerà la vita non rimanga neppure dubbia che la mia tenerezza e la mia memoria non le mancarono mai…..
E accostata la penna, tracciò la prima lettera. Trovando poi che si erano ingrossate le punte e tracciavano male il carattere, con un pannolino attese ad asciugarle diligentissimamente.
Nè le madri—continuava tra se—per vergogna rinnegano i figli…. mai…. Sul trono o sul patibolo, lo immenso amore che sgorga dalle viscere materne aumenta gloria o mitiga vituperio.—Ma la madre di Pausania, che portò prima le pietre per turare la porta del tempio onde fare morire di fame il figliuolo ricovrato là dentro?—È menzogna.—Furono uomini quelli che scrissero cotesta favola, nè ardirono scriverla se non aggiungendo:—si dice.—E col temperino ragguagliò e pareggiò le punte della penna.—Se fosse stata una madre, avrebbe smentito la fama bugiarda….
"Cara madre!"—vergò per la terza volta, quando allo improvviso fu aperto con impeto l'uscio della camera, e una voce concitata lo chiamò: