"Oh io saldo tutti stanotte…. in verità…." rispose il giovane dando in altissimo scoppio di riso.
"Miserabile! e ardisci ancora aggiungere lo scherno?"—vinto da immenso sdegno proruppe il signore Waltom; e stretto il pugno precipitò a percuoterlo nel volto.
"Non mi battete!" balzando in piedi con disperata passione urla
Guglielmo; e cavatasi una pistola di tasca la sporge verso il signore
Waltom.
"Scellerato! vuoi ancora levarmi la vita?" urla a sua posta il signore
Waltom tratto fuori di sè.
"Ma uccidetemi…. piuttosto…. in carità,"—prosegue Guglielmo senza badare e forse senza udire le parole del Waltom.
"È dovere liberare da questo iniquo la terra" continua il Waltom, il quale non udiva nè vedeva più nulla, non si accorgendo lo sciagurato giovane avergli voluto porgere l'arme perchè lo uccidesse. Nel concetto che avesse Guglielmo attentato ai suoi giorni, il signore Waltom esce furioso serrando la porta a doppio giro di chiave, e così come l'ira lo mena, in veste da camera, col capo scoperto, si caccia giù per le scale, e corre ad accusare il misero giovane al Presidente della Corte Criminale.
Lo insidiatore sentì aprire la porta di casa; vide precipitare un uomo e correre alla sua volta; pensò fuggire, poi temè levare rumore, stette e si rannicchiò. Il signore Waltom passandogli da canto come folgore lo urlò, ma tanto l'ira il vinceva che non se ne accorse neppure.
"Dove va costui?"—E lo seguitò alla lontana: in breve ebbe chiarito ogni incertezza, vedendolo entrare nel palazzo della Corte Criminale.—. "Per Dio! così non va bene: la matassa incomincia a imbrogliarsi: procedure criminali non mi accomodano; basta mettere un filo in mano a cotesti signori della Corte, che presto sanno dipanare il gomitolo. A tempo sereno ogni piloto vale. Una buona azione! Ride il Demonio…. rida…. il Demonio è uno stupido: se venisse nel mondo, i borsaioli adesso gli ruberebbero la coda; egli è buono per mettere paura ai bambini. Del gran cimbalo dell'universo bisogna sapere toccare tutti i tasti.—Ora è mestieri vedere Guglielmo, e poichè non si è voluto ammazzare, ed ha torto, persuaderlo alla fuga. A me basta l'animo per trafugarlo e nasconderlo fino…. fino al giorno del giudizio.—Certo io aveva immaginato il mio poema senza tanti episodi, semplice come una tragedia di Eschilo, ma la fortuna mi ci annesta sopra avvenimenti sì inaspettati e nuovi, che di classico a mio dispetto divento romantico…."
Queste ed altre simili diavolerie fantasticando, con presti passi si accostava alla casa del signore Waltom: la trovò chiusa; stette alquanto sopra di sè considerando se fosse o no bene bussare, e darsi a conoscere al servo che gli aveva aperto poco anzi: non gli parve prudente. Allora, fecondissimo com'egli era di partiti, gli occorse un ripiego. Perlustrata la via, raccoglie diversi sassi, e con bella destrezza prende a gettargli nella finestra del secondo piano. I sassi tratti da mano maestra arrivavano al punto: ruppe due vetri, ma nessuno si affacciò; e sì che Guglielmo era nella stanza, e si vedeva la sua ombra passare e ripassare traverso il chiarore della finestra, e doveva pur sentire.
"Cane d'Inglese! ha il capestro al collo, e fa il superbo!"