«Signora Isabella,

«La lapide è al posto; e addio; con la presente vengo a dirgli, che non gli mando il conto, perchè non intendo essere pagato — e non voglio, e in casa mia il padrone sono io; veda, prima di andare a letto mi butto in ginocchioni per pregare Dio a volergli risparmiare delle altre tribolazioni; creda che non mi rimango da dirgli: — via, lasciala stare quella poverina; ora la potresti smettere; chi troppo mangia scoppia: tu non hai da permettere che delle Marie di sette dolori ce ne abbiano ad essere due. Spero che intenderà la ragione, ma se non la volesse capire, allora la vengo a supplicare di servirsi da un altro, perchè, non se ne abbia a male, ma creda in coscienza, che quando ho scarpellato una lapide per lei ne perdo il sonno e l'appetito per una settimana, e mi cresce il bisogno di bere per cacciare la malinconia: per tutt'altro ai suoi servizi; e addio; di tutto cuore, ecc.»


Oh! il popolo ha cuore; così avesse cervello!

FINE DEL SECONDO VOLUME.

NOTE:

[1.] Corpi erranti che entrando nella nostra atmosfera diventano luminosi. Humboldt afferma essere periodici; piovono dal cielo tra il 12 al 14 novembre e verso il 10 agosto. Olmested e Palmer, americani, in una notte sola, nello spazio di nove ore ne videro cadere 240,000. Questo fenomeno riceve dai vari popoli diversi nomi; i tedeschi lo chiamano smoccolatura di stelle, gli svedesi, caduta di stelle, gli inglesi scoppio di stelle, gli indiani dell'Oriente sconciamente piscio di stelle, gli italiani lacrime di San Lorenzo. Il mito lituano è amabile: quando un fanciullo nasce, Werpeia fila per lui il filo del destino: ogni filo termina con una stella; al punto di morte il filo si rompe e la stella casca.

[2.] Upas pohon. Albero che stilla presso i Malesi terribilissimo veleno; e non pertanto ne cavano altri più mortifero dalla liana tietek; una tigre punta, trema, irrigidisce e in meno di un minuto muore.