[35.] Monodia.

[36.] Mi sono astenuto, per ragioni facili a comprendersi, di nominare il pio scannatoio, ma che colpisca giusto imprecando a simili istituti si può ricavare dal libro Sui riformatorii pei giovani, studi del dottore Serafino Biffi, Milano, 1870, temperatissimo uomo, il quale si esprime in proposito con queste miti parole: «Abolite quelle corporazioni dalle leggi dell'attuale regno d'Italia, le più accorte seppero tramutarsi in libere associazioni, le quali continuano a possedere i loro vecchi istituti, si reggono con le oblazioni dei pietisti e, nonostante la nuova forma assunta, internamente vivono come prima, spiegando un asceticismo di altri tempi, facendo ai loro membri emettere in modo segreto gli antichi voti religiosi, che, irriti davanti alle odierne leggi nazionali, pure non cessano avere pieno vigore per le anime pie e timorate. In Milano havvi oggidì qualche riformatorio sorretto dal favore del Governo, che accoglie i giovani minorenni condannati per oziosità e per vagabondaggio, ma anco questi sono in mano di pie associazioni o di preti.» (pag. 85).

[37.] V. Potter, Vita di Monsignor Ricci, o Lastri, Osservatore fiorentino — Galluzzi, Storie.

[38.] È noto come Luigi XVI, udendo eletto all'arcivescovato di Parigi un ateo, levando le mani al cielo esclamasse: — Signore! almeno l'arcivescovo di Parigi dovrebbe credere in Dio. — Tutti gli storici riportano il fatto. V. Thiers, Storia della Rivoluzione di Francia.

[39.] Franci mendaces. Salv. l. 7, p. 169. Si peieret Francus quid novi faceret? Qui periurium ipsum sermonis genus putat, non criminis. Id. l. 4, c. 14. Franci quibus familiare est ridendo frangere fidem. Flav. Vopis in Proculo, l. 1, p. 216. Les Galles ont aimé de bonne heure a gaber, comme on disait au moyen âge. La parole n'avait pour eux rien de serieux. Ils promettaient, puis riaient, et tout était dit: «ridendo frangere fidem». Il trattatello del Segretario fiorentino è sempre vivo e verde di verità. Se tanto sta loro a cuore il dominio temporale del papa, perchè non incominciano essi a dare il buono esempio restituendogli Avignone e il contado Venosino?

[40.] Dante, Inferno 30.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (brulichio/brulichío, còmpito/cômpito, Goethe/Goëthe e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.