E quegli non aspettò si rinnovasse l'invito. Curio, che gli veniva dietro, a posta sua domandò peritoso:

— E a me non sarebbe permesso?

— O chi ti para?

Vieni amore a veder la gloria nostra,

Beltà sopra natura altera e nuova.

Il padre, comecchè uso a contemplare quel caro sembiante, rimase estatico a vederla così trasformata, e come i devoti costumano recitare le orazioni, egli sussurrava sommesso:

— Che maraviglia! quanto bella! quanto buona!

E la baronessa osservava a Curio:

— Ma lo credo io, che il sor Filippo repugnava a metterla allo spedale; coteste creature si custodiscono, Dio mi perdoni, nel ciborio; Curio, ma guarda quegli occhi, fammi il piacere di guardarmeli bene, e dimmi poi se non ti paiono fatti di filo di rasoi; perchè gli occhi tagliano, e di che tinta!

Non ci era mestieri tanta fiamma per accendere il cuore di Curio, ma ciò che lo fece andare in visibilio, fu quando la fanciulla in sembianza umile lo pregò: