Intanto cresce il fracasso, ed a giudicarne dal rovinio, avevano ad essere una gran frotta. I peoni tornano in sala, riferiscono eseguiti a capello i comandi; dispongono su la tavola armi e munizioni, sturano le feritoie, spengono i lumi. Ora bazza a chi tocca. Il vecchio si alza, prende una carabina a sei colpi e con suono metallico di voce comanda:
— La finestra di mezzo difendo solo; don Patricio, e voi, signor Filippo, compiacetevi appostarvi alle feritoie della finestra a manca; don Giacinto, signor Curio, facciano lo stesso a quelle di destra; veruno spari senza ordine mio. Giacinto, Patricio, le signorie vostre si sono obbligate senza restrizione a difendermi, ma caso mai la loro coscienza li rinfacciasse sostenere causa ingiusta, ovvero aborrissero da combattere i propri paesani, io li dispenso da pigliar parte nel combattimento.
— A vero dire, rispose don Patricio, io nacqui a Matamoros, e perciò fui e sono messicano; ma non rileva; ladroni giudico quelli che vengono ad assalirci, ed i ladroni, a mio parere, non hanno patria nel mondo.
— Sentenza di oro da legarsi in oro, soggiunse don Giacinto; con l'aiuto di Dio, della beata Vergine e dei santi Pietro e Paolo, noi li ammazzeremo come cani.
Dopo ciò tacquero: gli assalitori, supponendo che gli abitanti del ranchero dormissero la grossa, e nella fiducia di coglierli alla sprovvista, mano a mano si accostano, adoperano precauzione, scendono pianamente da cavallo e girano attorno alla casa per riconoscerla. Non si vedevano ma si sentivano giù a piè del muro tentare le porte; allora al vecchio parve bene mandarli a salutare, ed ordinò il fuoco. Cinque palle volarono a un punto, tre senza costrutto, ma due ebbero il debito recapito, a giudicarne da due stramazzoni per terra e da un diluvio di bestemmie. Gli assalitori scostaronsi, e addopatisi dietro il fusto degli alberi circostanti, quinci impresero un fuoco alla dirotta; gli assaliti barattavano tre pani per coppia: a giudicarne dai tiri simultanei, gli assalitori, se non arrivavano a cinquanta, meno di trenta non erano.
Il vecchio, sboglientita la prima furia, considerava e codesto mo' sprecarsi polvere e palle senza levare un ragnatelo dal buco, per la qual cosa ordinava cessassero il fuoco, tenessero le armi ammannite; egli voler vedere un po' che almanaccassero i nemici. Gli assalitori si valgono della tregua per consigliarsi su quanto era da fare; deliberarono lo incendio, a tal fine raccolgono mucchi di canne da zucchero, foglie secche, arbusti, e fattane catasta davanti la porta maggiore ci appiccano il fuoco: era loro disegno, appena la porta incendiata avesse concesso l'adito, entrare in casa e quivi mettere a ruba quanto capitasse loro alle mani; se poi questo non avessero potuto fare senza troppo pericolo, allora avrebbero lasciato abbruciare la casa con tutti quelli che ci erano dentro.
Il vecchio aguzzava la vista e lo udito, ma non veniva a capo d'indovinare quello che gli assalitori armeggiassero.
D'improvviso si illumina la scena, e al chiarore della manella di strame che porta accesa in mano, si scopre uno dei tre offensori del vecchio accostarsi alla catasta della legna e delle altre materie infiammabili per appiccarci il fuoco; non aveva ben finito di stendere il braccio, che passato fuor fuori da una palla in mezzo al petto cascò bocconi su la fiamma; i compagni tentarono tirarlo indietro e non riescono, perchè, bersagliati a man salva dalle feritoie, uno casca sopra l'altro traendo urli spaventevoli; il mucchio divampa, e i cadutici sopra, sentendosi scottare, non trovando altro aiuto si rotolano per iscostarsene, insanguinando di orribili strisce il terreno.
Allora la voce del vecchio, facendosi udire da capo, comanda:
— Don Giacinto, vada per la contessa e la meni alla postierla a sinistra giù a terreno; don Patricio, faccia lo stesso con la marchesa, appostandola alla postierla diritta; quando sentiranno il mio fischio aprano gli usci e le avventino contro gli assalitori; richiusi gli usci si compiaceranno ridursi nella sala di entratura per ricevere nuovi ordini.