— E intanto queste emigrazioni, che indeboliscono l'Italia più che il continuo sudore il tisico, ingagliardiscono l'America; ma ciò non mi tocca; sta a voi pensarci.
— Mi sorprende, soggiunse il prefetto, come questi malanni abbiano potuto in così breve spazio di tempo mettere insieme tanta roba! Ma voi li credete ricchi davvero? Barnum a sorte non sarebbe passato per là?[27]
— Ve li assicuro io possessori di più milioni che la vostra fantasia non saprebbe immaginare; e se volete conoscere chi li ha fatti ricchi, io ve lo dirò, a patto che non ve lo abbiate a male, perchè io non intendo arrecarvi offesa; li hanno resi opulenti e rispettati cittadini in America quelle medesime qualità che stettero a un pelo di condurli a morte in Italia.
Allora il prefetto sottosopra fra le minacce del rappresentante degli Stati Uniti, gli ordini del governo centrale, i milioni dei proscritti, la paura dello scandalo, il pensiero che quando le cose non approdano a bene i cenci vanno al macero, trepidante per la pentola, seguitando lo istinto di conservazione che sortono da natura tutti coloro che rodono il pubblico bilancio, s'industriò buttare la broda della risoluzione addosso agli altri ufficiali, sicchè ingenuo disse loro:
— Dunque, che cosa deliberano fare? Io li ho chiamati a posta.
E gli ufficiali risposero tutti a un modo; quasi gloria patris in fondo ad un salmo: che a lui stava ordinare, ad essi eseguire; sua, affatto sua, la responsabilità del comando; a loro la responsabilità della esecuzione; le responsabilità non doversi confondere; e così giù un diluvio di responsabilità, di responsabilità, responsabilità, e via. Il povero prefetto, lasciato su le secche, pareva l'asino di Buridano messo in mezzo a due stacci di biada; di un tratto gli venne una ispirazione dall'alto: sospendere ogni arresto e intanto avvertire il ministro a rotta di collo; in cotesta maniera gli parve gratificarsi il ministro per la prova di deferenza che gli dava e scansare il pericolo: — due colombi a una fava!
E' fu un gran correre e ricorrere di scintille elettriche lungo i fili metallici del telegrafo, un tremolare affannato di lancetta, un picchiamento irrequieto sopra la tastiera, una grandine di responsi, che parevano piovuti dal cielo. Il prefetto se ne stava mogio mogio, come una gallina bagnata messa sotto il corbello perchè le passi la voglia di covare, fino all'ultimo dispaccio ministeriale in cui si approvava il suo operato; si abbuiasse il caso; si facessero partire i contumaci sotto la malleveria del rappresentante della Unione; viaggiassero, bene inteso, a proprie spese; non li vedesse il sol novello in Argo; intanto sottilmente e segretamente si vigilassero; con anima viva non conferissero.
Poichè di tanto fu certificato il prefetto, sentì come un pane di piombo cascargli giù dallo stomaco, per l'allegrezza spiccò un salto, diede un trillo, se avesse potuto si sarebbe baciato; la gioia gli punse la vena della liberalità; si sentì inondato da un'aura di sciupone; tanto vero, che essendogli entrato lì per lì nello studio il primo consigliere di prefettura, egli gli regalò un sigaro da sette centesimi...
Per cotesto groppo di casi tanto vari e veementi avevano sentito terribili scosse gli spiriti ed i corpi dei più gagliardi dei nostri personaggi, ma la signora Isabella ne rimase infranta; veruno ci aveva fatto avvertenza, perchè la cura particolare teneva compresa in sè l'attenzione di ogni individuo; se l'avessero badata chi sa di quanti pianti e sospiri sarebbe a quest'ora andata ingombra la casa! Più volte la meschina di pallida diventò colore di cenere, le labbra le si fecero pavonazze, e le sue pupille dondolavano per quel vago errore, che non è anche morte e non si può più dir vita. La goccia, onde si versa l'anima, parve formarsi più volte nel cavo dei suoi occhi, ma non traboccò; gli spiriti vitali in procinto di partenza poteron soffermarsi sopra la soglia; — e ciò avvenne per virtù di Amore; il quale, comecchè per pochi istanti, può trattenere la morte; egli solo lo può; veruna altra forza supera o inferna è da tanto.
— E tu, madre, verrai con noi. Noi non presumiamo farti dimenticare le sofferte sciagure; c'ingegneremo consolarle; sopra le tue ginocchia deporremo i pargoli che la fortuna placata ci vorrà concedere, e questi sapranno suscitarti nel cuore qualche vestigio della fiamma antica. Tutti i santi, quando sul partire della vita levano gli occhi al cielo, vedono o credono vedere una gloria seminata di stelle e di capi di cherubini, — caparra di paradiso, e tu, madre, sei santa ed hai diritto che il più gentile del tuo sangue ti schiuda le porte del secolo immortale: — su via, fa' cuore, sei giunta al termine del tuo lungo patire; levati; apparecchiati al viaggio; di poche vesti fa bisogno; a Lugano ne provvederemo quante basta; stasera partiamo.