«E che? madre,» rispondeva Yole «non devono i Re tremare di
Dio?»

«Devono, ma troppo tornerebbe a sconforto, o figliuola, attribuire ogni tempesta allo sdegno del cielo.»

«Avete notato, madre, che appena abbiamo proferita l'ultima parola della preghiera scoppiò il primo tuono?»

«Non ho posto mente a questo, perchè stava raccolta nel pensiero del Paradiso.»

«Parmi…» soggiunse Yole, ed abbassata la voce accostò la bocca all'orecchio della madre, «parmi ch'egli ci abbia abbandonate.»

«Figliuola,» riprendendola affettuosa rispondeva Elena «nemmeno i Santi hanno penetrato nei segreti dell'Eterno; se i Profeti gli hanno saputi, ciò è stato perchè egli stesso gli dischiuse a loro, non altramente. Godi anzi della tribolazione che ti manda il Signore,—egli ci vuole provare, ed i provati sono nel numero degli eletti. Ramméntati, amor mio, di Santo Ambrogio da Milano, che, venuto a Malmantile, domandava l'oste di sua condizione, il quale avendogli risposto:—io ricco, io sano,—io, bella donna, grande famiglia, riverito, onorato, careggiato da tutta gente, non seppi mai che male si fosse, o tristezza; ma sempre lieto e contento sono vivuto, e vivo,—ordinò ai fanti che sellassero i cavalli, dicendo:—_Dio non è in questo luogo, nè con questo uomo, perchè gli ha concesso troppa felicità._¹ E poi, che cosa dice il Re David? Molte sono le tribolazioni dei giusti, e di tutte il Signore gli libererà.—Ma divertiamo il pensiero da cose tanto lugubri.—Gli angioli hanno insegnato ai mortali l'armonia per sollevarli dalla tristezza;» e sì favellando, ritrasse la mano che le teneva Manfredino, e lieve lieve lo percosse su la guancia; «va, Manfredino,» gli comandava «fa di portarmi quel liuto che vedi su quella tavola là.»

¹ Passavanti, Specchio della Vera Penitenza.

Il fanciullo alzò gli occhi, e peritoso si pose a guardarla.

«Va, Manfredino;» insisteva la nobile Elena «hai tu forse paura?»

Andò con franco passo il fanciullo alla tavola su la quale stavano diversi strumenti, tolse il liuto, e porgendolo alla Regina parlò: «Ecco, mamma, il liuto.»