«No.—Tu hai empiuto una coppa di disperazione; or non contendermi,
Re, che il mio spirito esulti di apprestartela ai labbri.»

«La tua coscienza….»

«La mia coscienza! Non te l'ho io detto che spaventerebbe Satana stesso? non ti ho io detto ch'ella è opera tua?»

«Traditore!…»

«Taci, vituperato. Non sei tu quegli che fingendo amicizia mi rapisti l'amore di colei ch'io amava di rabbioso delirio? Tu fosti il traditore, quando ebbro di potenza aggravasti il mio capo d'infamia: guardati, abbietta creatura, di mandare un sospiro; o se nel furore che ti agita senti il bisogno di maledire,—maledici te stesso;—io sono giunto a prostrarti, ed io ti calpesto.»

«Se la voce del Re, quantunque s'inalzi dalla polvere, altro giudice degnasse tranne l'Eterno, ti direbbe, che prima che per te fosse strascinata la Spina avanti l'altare, me amava, me suo sposo all'intemerato seno stringeva….»

«Ti amava…. e fu punita….»

«Non periva nello incendio del castello?»

«Io la trafissi….»

«Ah! Dio ti perdoni….»