E la voce: «menti per la gola.»

L'uomo d'arme calò la visiera, trasse la spada, e avvoltosi il mantello intorno al braccio sinistro fece atto di avventarsi sotto la volta. Rogiero, che ragionevolmente non avea per anche deposto ogni dubbio sopra la fede di quell'uomo, stette ad osservarlo con diligenza: vide il subito terrore, figlio della trista coscienza, e vie più sempre esitò; ma quando poi si accôrse che il sentimento dell'onore, vinta la superstiziosa paura, gli poneva in mano la spada, e lo concitava a degna vendetta, deposto ogni altro sospetto, stabilì affidarglisi intero: onde, sapendo per uso da che quella voce derivasse, fattosi incontro a Roberto con viso ridente gli disse:

«Rimanetevi, buona lancia; ogni vostra impresa contro l'ente dal quale uscì quella voce sarebbe affatto impossibile.»

«Questo adesso vedremo,»—rispondeva Roberto, duramente respingendo Rogiero, e sempre in atto di avventarsi.

«Rimanetevi, rimanetevi; non vi siete accorto ch'è l'eco? Non ha egli ripetuto il fine dei vostri discorsi? Con cui vorreste combattere, se la voce è uscita da voi?»

«San Giorgio! Io credo che abbiate ragione, Rogiero,» disse Roberto; e in questa, fatto bocca da ridere, si asciugava la fronte sudante per la paura. «Ma come dice il proverbio? La natura non si vince; cacciala dalla porta, ti tornerà dalla finestra.» Dopo queste parole fatto silenzio, quasi temesse non giungere a tempo, si dette a riacquistare con passi veloci il tempo che aveva consumato in discorsi. Rogiero osservò ch'egli nondimeno curava di prendere la via più remota, piuttosto che la più corta; e sovente, come timoroso di smarrirsi, si soffermava; ed esaminato il luogo faceva un segnale, che, ripetuto subito di distanza in distanza, si propagava fino a tal punto, che l'orecchio a mala pena lo udisse. Così camminarono lungamente, allorchè Roberto soffermatosi si volse a Rogiero, e parlò:

«Scudiero, vi fidate di me?»

«Roberto mio, concedete che ve lo dica col cuore su le labbra; la vostra domanda è fatta in tal tempo e in tal luogo, da dare piuttosto sospetto, che sicurezza. E poi, voi dovreste vedere bene, che qualunque fossero i miei sentimenti, adesso mi conviene dire che mi fido.»

«Credo che voi abbiate ragione.—Se così è, mi permetterete che io vi bendi gli occhi.»

«Fatelo. Io non ho motivo di temere di voi. Non vi ho fatto mai male; e per me, comunque sia grande la scelleraggine umana, non crederò mai che giunga a porre le mani nel sangue innocente.»