O perchè la giovane donna acconsentiva? Vallo a pesca. Forse in grazia degli anni di don Flaminio? Dio ne guardi: già essi erano troppi, e poi l'amore per gli anni camminava alla rovescia dello amore pei ducati; e di esperienza, amore che vive di scapataggine, non sa che fare: io so di certo, che le corde con le quali il carnefice fastidio strozza l'amore sono attorte co' primi capelli bianchi che spuntano sul capo degli amanti. In grazia della sua persona? Ahimè! Dallo insieme del corpo del vecchio Marchese si argomentava di leggeri come la bellezza fosse passata per di là, ma qual via avesse tenuto era difficile dire; — bottiglia di vino buono bevuto un anno fa! — E neanche io voglio credere, che la Siciliana il facesse per cupidità di averi; — forse per la molta piacevolezza e bontà del Marchese di che ho parlato; forse lo studio di uscire dalla abiezione in cui ella si trovava, che in queste faccende si ha un bel dire i panni non rifanno le stanghe, e vergogna non cuopre broccato d'oro; forse anche veruno di questi motivi, e la vaghezza di mutare stato, fosse anche in peggio, governa i cervelli degli uomini, e quelli delle donne molto più.

Don Flaminio, come i vecchi amanti costumano, sospettoso non gli venisse sturbato il disegno, sposò in segreto e senza farne motto a nessuno la sua bella donna; e un bel mattino, parendogli avere espugnato Cartagine, ne menò trionfo per Roma a mo' di Scipione Affricano. — I vecchi, come pratichi delle faccende del mondo, vedendo quella nuova cosa stringevansi nelle spalle, tentennavano il capo, e tiravano innanzi. Giunto al palazzo don Flaminio petulante e festoso come fanciullo, raduna i figliuoli e la famiglia dei servi; e presa per mano la bella Siciliana, la presentava loro dicendo:

«Figli miei, della mia esultanza esultate; io vi ho dato una nuova madre in questa mia consorte...... Marchesa di santa Prassede....»

I figliuoli lo interruppero levando al cielo un grido acutissimo di dolore e di rabbia, dal quale rimasto il vecchio Marchese sbalordito, non seppe che cos'altro aggiungere di buono; ma perduta affatto la tramontana se ne andò per le corte, aggiungendo con voce commossa, che indarno però sforzava di rendere severa:

«Voi, miei figliuoli, onoratela come mia consorte; e voi, servi, obbeditela come padrona: non occorre altro; andate.»

Io che, come staffiere in casa al Marchese, chiamato con l'altra famiglia mi trovava presente a cotesto fatto, pensai vedere, ma avrei giurato aver veduto per certo una mano di scheletro girare lenta lenta per l'aria, e tracciare un cerchio dentro del quale venivano come ad essere comprese tutte quelle teste.

Il vecchio Marchese si chiuse nelle sue stanze, e quivi rimase tutto giorno presso l'amata donna, consolandola con molli carezze e dolci parlari come giovanotto per la prima volta innamorato. I padroni giovani non furono visti in palazzo che a notte tarda, tranne Pompeo, il quale per essere tuttavia fanciullo stette in casa, ricusando però ostinatamente sempre sedersi in grembo alla bella Siciliana, che lo tirava a sè con modi soavi, e gli andava offerendo baci e confetti; anzi avendogli detto:

«Don Pompeo, io vi farò da madre,» il giovanotto le rispose stizzito: «A me non fa mestieri altra madre che donna Vittoria Savella, la quale a quest'ora è lassù;» e col dito indicava il cielo.

Non pareva davvero che in casa fossero state celebrate nozze, bensì mortorio; però che assai prima del consueto il palazzo fosse sepolto nel silenzio e nelle tenebre, — precursori della tempesta.

Fortuna volle che a don Flaminio, il quale in corte del Papa teneva ufficio di camerario privato, ricorresse la volta nella prossima mattina; onde egli per non mancare si levò per tempissimo, e si abbigliò squisitamente di gala come costumano i vecchi, che studiano riparare con l'arte le offese degli anni: premeva a lui (che passata la prima notte aveva incominciato ad accorgersi del granchio preso) non gli fruttassero discredito in corte gl'improvvidi sponsali; e raddoppiando di reverenza e di zelo sperava che non glieli apponessero a torto, o alla più trista valessero a temperarne la sinistra impressione. La donna poi che viveva con sospetto grande, e a cui il sangue non porgeva nulla di buono, andava consolando dicendole: