[11]. Coll'opera di una moltitudine di schiavi fecero a forza voltare il corso del Busentino, piccolo fiume che bagna le mura di Cosenza. Nel letto vuoto scavarono il sepolcro reale, empiendolo con le splendide spoglie e i trofei di Roma: quindi si fecero tornare le acque nel nativo canale e restò per sempre celato il segreto posto in cui fu depositato il cadavere di Alarico con la inumana strage degli schiavi che si erano impiegati nello eseguire questa opera. — Giornandes, De reb. Getic. c. 30 p. 634, citato da Gibbon, Storia della decadenza dello Impero Romano.

[12]. Questo esempio di tremenda ipocrisia non è solo nella storia degli uomini. Giovanni senza paura, duca di Borgogna, fece ammazzare a tradimento il duca di Orleans; ed alle sue esequie teneva un lembo del tappeto mortuario, e piangeva con gli altri. — Michelet, Storia di Francia, tom. 4. pag. 160.

[13]. In Livorno fu un pinzochero ignorante, il quale confortava il padre moribondo con queste parole: «Lei, signor padre, pensi a morire, che io penserò a mandarla in paradiso.» Infatti egli logorò il suo patrimonio in messe e funerali, e morì povero lasciando i figliuoli mendichi. — È nota in Toscana la storia dello Ammannato, celebre scultore fiorentino, il quale, facendo il calcolo di vivere fino ad una certa età, si serbò tanto da campare da par suo, e l'altro suo avere donò ai reverendi Padri Gesuiti. Ora i suoi calcoli andarono falliti, ed egli si trovò a vivere oltre la previsione. I Padri donatarii non aborrirono, secondo l'antico loro costume, di lasciarlo andare mendicando per le strade, dove levava una voce di lamento, che diceva: «Date un quattrino al povero Ammannato — A cui mancò la roba, e crebbe il fiato.»

[14]. Anche di recente lessi sopra i giornali casi di ustione spontanea per ebbrezza. Lavi, Monografia ec. racconta il seguente fatto. — Nel 1828, a istanza del Commissario di Polizia, visita nella sua qualità di medico una vecchia di 65 anni, perdutissima a bere liquori spiritosi. La stanza esalava fetore empireumatico, i vetri delle finestre erano di un colore più o meno rossastro, i muri coperti d'acqua crassa; — il cadavere era ridotto ad una massa informe carbonizzata, come un pane da quattro libbre; il petto e l'addome erano spariti, l'estremità eransi appressate alla testa, la quale toccata appena andò in cenere; la cuffia era intatta. Cotesta femmina soleva bere un litro di acquavite, e due bottiglie di vino al giorno; e non era troppo. — Il subito trapasso da un'alta ad una bassa temperatura è motivo di subitaneo sviluppo della combustione.

[15]. Questa ultima parte di predica udii io stesso; e non può negarsi che il buon frate non adoperasse lo epiteto di pentita alla mano, con più sagacia del Minzoni nel sonetto «Quando Gesù con l'ultimo lamento» (famoso nelle scuole dei reverendi Padri Gesuiti) là dove dice: «Con la pentita man fe' strazio ed onte». — Rincresce veramente nel vedere come quel grande intelletto di Ugo Foscolo si confonda a criticare la pentita man del povero Minzoni: pare Domiziano, che si sollazzi ad uccidere le mosche col romano pugnale.

[16]. Questa lettera, e le sette che seguono, mancano nell'originale della data.

[17]. Nell'originale la lettera manca della data; ma sopra di essa vi è il bollo dell'ufficio postale di Firenze, in data del 14 settembre 1859.

[ INDICE]

PREFAZIONE [Pag. 5]
La vendetta paterna
§ I. Orazio, come tutti i personaggi di romanzo, prima ricusa a raccontare, e poi racconta; però che diversamente non si stamperebbe la storia [21]
§ II. Le Terzettate [25]
§ III. La Maledizione [36]
§ IV. Don Marcantonio Massimi [40]
§ V. Don Luca Massimi [49]
§ VI. Don Mario Massimi [79]
§ VII. Don Severo Massimi [90]
Lettere inedite
A Ferdinando Bertelli [115]
A Ersilia Bertelli sposa [116]
A Teresa Bertelli nata Guerrazzi [119]
A Ersilia Bertelli [120]
A Teresa Bertelli [122]
A Ersilia Bertelli [126]
A Ferdinando Bertelli [128]
A Emilia Bertelli [130]
A Ersilia Bertelli [132]
A Ferdinando Bertelli [133]
A Ersilia Bertelli [135]
A Teresa Bertelli [138]
A Ersilia Bertelli [138]
A Ferdinando Bertelli [141]
A Teresa Bertelli [143]
A Ersilia Bertelli [145]
A Teresa Bertelli [146]
A Ferdinando Bertelli [147]
A Ersilia Bertelli [149]
A Ferdinando Bertelli [160]
A Ersilia Bertelli [161]
A Emilia Bertelli [168]
A Ferdinando Bertelli [170]
A Ersilia Bertelli [177]
A Ferdinando Bertelli [180]
A Cesare Stiavelli [186]
Predica per il Venerdì Santo
PREFAZIONE [193]
Predica per il Venerdì Santo [197]