Michelangiolo allo improvviso scuote la testa e, risolutamente alzando la faccia, esclama:

«Su.... su, le ispirazioni vengono dal cielo... dalla terra emana il cattivo consiglio...» E non si vedendo più davanti il gonfaloniere:

«Messere Francesco, dove andate voi?»

«Voi mi avete fatto comprendere che domandava troppo... Io me ne vado al mio posto e a morire...»

«Rimanete, per Dio! egli era il lamento di una ambizione che muore; ecco ella è già morta; io ho levato al cielo il pensiero e lo sguardo e non invano, chè dal cielo mi è scesa la virtù che sublima; io mi sono innalzato faccia a faccia coll'Eterno; la vita e il tempo passarono; mi sento immortale. La religione di Cristo ebbe i suoi martiri, perchè non gli avrebbe la patria? È religione la patria. Il padre delle misericordie forse non vorrà che il mio sepolcro sia grave di tanto vituperio; — svelerà, prima che i secoli cessino, l'arcano, e raccogliendo il raggio più puro del quale rese lieta la prima stella creata, lo circonderà di luce, — lo convertirà in monumento durevole del più immenso, del più doloroso sacrificio che umano intelletto abbia mai potuto immaginare; — o se nei cieli è destinato che la mia apparente vergogna viva quanto il moto lontana, io lo pregherò in mercede della infinita amarezza sofferta che la mia anima ponga alle porte del paradiso; quivi aspetterò le anime di quelli che maggiormente mi avranno maledetto, le bacerò in fronte, le chiamerò sorelle e, scortandole al trono di Dio, io gli dirò: Signore, fa che i tuoi angioli cantino osanna a questa anima dabbene perchè mi ha odiato con ogni sua potenza. — Ora però, o Creatore, sovvieni alla tua creatura, tu fa in modo che come mi esaltasti lo intelletto a scegliere, così il cuore mi basti a condurre a fine l'alto proponimento; in te ripongo ardentissima fede; — senza la fede in Dio non si sacrifica l'uomo; — e se tanto possono le mie supplicazioni, o Signore, ti plachi il mio sacrificio, e salva la Patria.»

Dietro i nuvoli nerissimi che il firmamento ingombravano era sorta l'amica dei cuori dolenti e dei sepolcri, la luna; — quasi vogliosa di contemplare anch'essa lo spettacolo di virtù che in quell'ora si operava sopra la terra, penetrò co' suoi raggi traverso due lembi di nuvoli e ne vestì la faccia di Michelangiolo. — Quel volto terribile di grandezza e di genio apparve sublime; — sembrò che Dio gli mandasse una benedizione di luce. Così, il Battista battezzando Gesù con le acque del Giordano, si apersero i cieli, lo spirito dell'Eterno discese, ed una voce fu udita nell'alto che disse: — Ecco il mio diletto Figliuolo, nel quale io prendo il mio compiacimento. —

Dante da Castiglione udendo forte profferire patria ed Italia, si commosse a coteste parole, non altrimenti che un destriero di battaglia al suono della tromba; non potè starsi fermo al posto assegnato, si accostò pianamente e, raccolto l'ultimo discorso del Buonarroti, percosso dall'improvvisa apparenza del volto di lui, piegò involontario un ginocchio sul suolo, e recatosi in mano il lembo delle sue vesti, lo baciò con quella devozione con la quale sogliono i fedeli baciare le reliquie dei santi.

Francesco Carducci, preso da irresistibile impeto, gettò ambe le braccia intorno ai fianchi di Michelangelo e forte stringendolo esclamò:

«Tu se' l'onore della specie umana!»

CAPITOLO DECIMO FRA' BENEDETTO DA FOJANO