Malatesta stendendovi sopra prontissime le mani, aprendo le labbra ad un sorriso, mentre gli stavano i denti stretti pel freddo della paura, sibilò in certo modo le parole che seguono:

«E' sarebbe, messere, bene strana novella che io mi presentassi a giurare fedeltà co' patti del tradimento sopra la persona....»

«Dio solo», soggiunse Dante, «penetra nei cuori...»

«Talvolta anche l'uomo», proruppe il gonfaloniere Carducci, — e le parole accompagnò con tale uno sguardo tagliente che Malatesta si sentì come fulminato: — forse gli mancava l'animo dove per ricoprire la insolita confusione non si fosse affrettato a toccare gli Evangeli e proferire il giuramento. Furono gli Evangeli la tavola che lo salvò dal naufragio; — ma Dio non paga il sabato.

Chi va in Terra-Nova, trova per quanto corre la fama, scogli i quali, comechè di leggieri battuti, fanno sollevare le acque a spaventevole grossezza, con rumore di tuoni e spessa morte di cui si avvisa percuoterli[169]. Il popolo si assomiglia a questi scogli quando vede o sente cosa, che lo commuova forte a passione. Contemplato quel giuramento, che gli pareva sicurissimo pegno di libertà, dette in un grido... era di allegrezza o di rabbia? Già mezzo lo aveva prorotto il popolo, e Malatesta non ne ravvisava lo scopo; — piegò il capo atterrito, il grido fu pieno, ed il suo cuore esultò. Ormai il cuore di Malatesta ha messo il tallo sul delitto; i suoi fati lo tirano. E non pertanto Malatesta fu un giorno valoroso capitano e versò copia di sangue in Romagna in pro dei Veneziani. Nè però tanto ne aveva versato che una stilla non gliene fosse rimasta nelle viscere; piegando il capo, vide il popolo pronto su le armi a mettere la vita per la libertà, vide la divisa verde, insegna di una speranza ch'egli si era legato per patto a rendere inane, e il corruscare delle armi, sentì il plauso delle genti, si trasportò su' campi aperti, su le vicende della battaglia, s'infocò nell'orgoglio della vittoria, il cuore vinse la mente, e preso da entusiasmo agita la berretta ed esclama:

«Ai ripari, ai ripari, andiamo a sfidare i nemici!»

Ma quella stilla di buon sangue italiano in siffatto effluvio si consuma, e se il volto gli diventa vermiglio, ciò fu come il crepuscolo del pudore che muore. Quando la sua anima fu mutata, sollevò gli sguardi ed incontrò la faccia di Cencio; questa rideva di un riso che a Malatesta parve il De profundis della sua virtù defunta; — veramente il paragone sa del grottesco, nè io lo avrei adoperato, dove non mi avessero chiarito che al Baglione parve per l'appunto così.

La milizia, ricevuto il comando dai capi, cangia ordine; e stendendosi in lunghe file, s'incammina pel corso degli Adimari verso la piazza della Signoria, ognuno dietro i suoi gonfaloni in ammirabile apparecchio di guerra.

Ora avvenne che il capitano Francesco Ferruccio, il quale conduceva la sua compagnia, montasse in quel giorno il suo bel cavallo turco Zizim; uscito dalle angustie della Via Calzaioli presso al tetto dei Pisani, per soldatesca baldanza prendeva vaghezza a farlo corvettare, onde tutte mostrasse le stupende sue forme il nobile animale. Lì presso una femmina col suo bambino al collo tanto si era ingegnata con gli urti e con le preghiere che pure alla fine giunse a cacciarsi sopra gli altri avanti; si scorgendo adesso vicino il cavallo del Ferruccio, turbata da subita paura si volge alla fuga; di sè sola curando ella dimentica il figlio; sicchè aperte le braccia lascia caderselo dal seno. Appunto in cotesto istante Zizim abbassata la groppa e posatosi su i piè di dietro spiccava una corvetta, il fanciullo gli rotola sotto; quando Zizim poserà le zampe davanti sopra la terra, troncherà la vita di cotesta creatura.... infelice! ella, baciata appena la soglia dell'esistenza, si sentirà respinto nel deserto della morte. — Gli astanti torcono altrove lo sguardo, per non vedere il momento sanguinoso; — sola la madre alza un grido, — quale non udì mai Firenze dopo quello cacciato dall'altra donna che bastò a sottrarre dalla bocca del lione il suo figliuolo Orlanduccio. — I volti dei borghesi ritornano nella prima loro attitudine — le zampe del cavallo si sono abbassate, — ma pure hanno calpestato le selce; — il capitano Ferruccio di pallido ch'egli era, riprese i suoi colori; le sue labbra sorridono adesso. — Una vergine confusa tra il popolo non fuggì, — non urlò, — non volse altrove gli sguardi; — appena contemplato il caso, si mosse, splendida e presta come stella cadente dal cielo e pose il corpo delicato tra le zampe del cavallo e il fanciullo. — Il buon destriere, meglio che per il cenno delle redini tese, di per sè stesso conobbe doversi rimanere a mezzo il suo moto; tanto si sforzò che parve per buona pezza un modello effigiato a rappresentare la immagine di statua equestre, finchè la vergine non ebbe spazio a togliergli di sotto il pargolo, quindi si slanciò brioso, — scalpitò spedito tre o quattro volte il terreno, quasi intendesse manifestare il suo giubilo.... E perchè no? hanno le bestie anch'esse passioni e sovente meno triste degli uomini; — noi quando vogliamo oltraggiare un uomo, lo chiamiamo bestia; — se le bestie possedessero la favella, per ingiuriarsi, quante volte si direbbero uomo!.... e con più ragione di noi.

La donzella solleva in trionfo il pargolo salvato, e lo affidando alle braccia della madre, la quale stupida non sapeva ridere nè piangere, così le parla: